La Carinzia incontra Slow Food: nasce così un progetto per la tutela del territorio, per l’esaltazione delle sue eccellenze del gusto della gastronomia.

Il Salone del Gusto di Torino diventa il momento giusto per presentare Slow Food Karnten: un ampiamento della collaborazione per tutelare l’intero territorio carinziano.

Slow Food Karnten ha obiettivi ben precisi: suo scopo principale, far crescere la cultura Slow Food del gusto consapevole e della tutela delle particolarità. La Carinzia è sempre stato territorio di confine, corridoio tra Oriente ed occidente, ed il progetto vuole tutelare ogni piatto, ogni ricetta originale.

Per ottenere questo, Slow Food Kärnten si è strutturato come consorzio di partner, che lavorano assieme con regole chiare: rodotti di provenienza locale, assolutamente di stagione, e lavorati seguendo tradizionali processi di lavorazione, per mantenerne intatte proprietà e per valorizzarli al meglio, senza far però mancare un tocco di creatività. Dal loro impegno, diversi progetti di tutela derivati. Come gli Slow Food Villages, dove produttori locali, panettieri, macellai, agricoltori e proprietari di trattorie lavorano assieme per tramandare la filosofia della chiocciola. Le scuole egli asili d’infanzia Slow Food, con le antiche conoscenze legate ai prodotti del territorio, perché i più giovani abbiano accesso a un’alimentazione sana e siano consapevoli dell’origine di ciò che mangiano.

Parte importante del progetto è anche l’associazione Marktplatz Mittelkärnten. E’ la piazza del buon gusto della Carinzia Centrale, 45 produttori della zona centrale della Carinzia. Tra loro, manifatture, ma anche aziende agricole, viticoltori e birrai. Realtà diverse, unite da una parola d’ordine: valorizzare il proprio territorio attraverso la qualità dei sapori più autentici.

Slow Food Alpe Adria ha come obiettivo l’impiego del buon cibo tipico per creare un ponte tra i turisti e gli abitanti. Ecco allora idee come quelle delle valli Gailtal e Lesachtal, con il loro turismo gastronomico consapevole. Gli ospiti imparano ad amare la Carinzia conoscendo le antiche tecniche per produrre pane e formaggio. Entrano nei locali per la produzione dei tortelloni carinziani al formaggio (“Kärntner Käsnudel”) e conoscono gli antichi maestri. Lavorano assieme ai maestri birrai, ai gelatai che impiegano il latte fresco, agli apicoltori in mezzo ad arnie ed api.

In totale, Slow Food Alpe Adria può vantare 24 laboratori artigianali, tra caseifici, panettieri, apicultori, salumieri e altri, dove fare esperienze nuove e diverse. Attraverso i prodotti tipici locali si scoprirà la storia del territorio e ovviamente la sua tradizione.

Matteo Clerici