Enoturismo internazionale cantine attraverso ecommerce

Enoturismo  internazionale cantine attraverso ecommerce

O.V.S.E. – C.E.V.E.S. www.ovse.org

ENOTURISMO. INTERNAZIONALIZZAZIONE D’IMPRESA VITIVINICOLA. ECOMMERCE E ENOTURISMO ONLINE PER PMI DEL VINO
Secondo diversi rapporti, monitor, sondaggi nel 2017, dal 63 al 70% dei turisti mondiali considera l’esperienza enogastronomica sul territorio produttivo fondamentale nella scelta di una destinazione e meta di un viaggio, una vacanza.

L’accomodation più ricercata si compone di presenza di prodotti agroalimentari noti e di indirizzo biologico, di strutture accoglienti sicure sostenibili, di cura ampia del territorio. immediatamente consequenziali e decisivi nella scelta della location sono gli eventi, la mobilità, i servizi alla persona. In tutto questo il vino italiano è il prodotto posto all’inizio della lista da circa il 55-60% dei turisti stranieri (solo il 40% dai turisti italiani!) in tutti i report-sondaggi svolti. In questo contesto di numeri, la notorietà internazionale, la globalizzazione della notizia, la trasversalità della informazione (stampa-blog-web), la vicinanza con città d’arte, la presenza di ambiente e paesaggio culturale sano e noto, sono gli altri parametri fondamentali.

L’Italia inizia la scalata al fenomeno francese che con 10 milioni di utenti fattura 5,1 mld/euro l’anno. L’Italia con 14 milioni di enoturisti crea un giro d’affari di 2,5 mld/euro. Cosa fare? Turismo e vino insieme, hanno bisogno di un nuovo impulso, di ottimizzazione, efficienza, efficacia, un posto al sole nella Pac e nell’Ocm Vino e..altri prodotti. Sempre più importante la trasversalità e l’integrazione dei progetti in un paese come l’Italia dove le Pmi e le piccole imprese sono l’ossatura portante dell’economia delle aziende e delle famiglie ma che nello scontro con globalizzazione e internazionalizzazione è perdente. Golia contro Davide, non ha storie. A meno che una pianificazione nazionale-regionale porti soluzioni operative al carro dell’enoturismo tricolore.

L’impegno delle imprese c’è, apertura e disponibilità, collegamenti e integrazione con il distretto produttivo, strade dei vini e sapori in crisi, ma da rivalutare, magari creando una unica struttura nazionale e regionale. Fare squadra, fare rete, fare sistema. Come raggiungere, oggi, 1 miliardo di turisti nel mondo? Come raggiungere milioni di appassioni di vino, dell’Italia, del buonvivere e buongusto a tavola e nella vita del nostro paese? I costi della pubblicità e della promozione sono altissimi, la diffusione di un brand o marchio pure, la continua presenza all’estero e il continuo aumento di contatti con nuovi paesi, accordi con altre strutture e agenzie dedicate al turismo comportano altri investimenti e cospicui. O esistono strutture nazionali integrate e capaci (ricordo gli anni ’80 e ’90 la grande funzione svolta dalla Sopexa francese nel mondo a promuovere già allora solo il “made in Francia”) oppure oggi è più utile, più significativo utilizzare i sistemi interattivi, i portali forti esistenti, il mondo online dei comunicatori, il passa parola del web che costa molto poco e fa anche vendere.

Se ai parametri numerici dell’enoturismo affianchiamo i numeri dello sviluppo e incremento delle vendite online per fasce di età e per formazione professionale, oramai si vede che l’acquisto online copre tutte le fasce e tutte le categorie (non solo i millennials) con sviluppi sempre più interessanti fra le popolazioni ricche, chi ha tempo libero quindi anche i pensionati, i professionisti, i manager, gli imprenditori.

La spesa media per acquisto online in certi paesi (nord Europa e Asia) supera il livello del ticket medio di un supermercato tradizionale italiano in una piccola città (16 euro). E i numeri statistici indicano incrementi annui medi del 10-11%, in crescita. Esserci, bisogna esserci e crederci. Investire per primi, sfruttare l’enoturismo come strumento non solo di accoglienza e vendita diretta, ma anche di vendita online di un pacchetto completo: vino-itinerario-soggiorno. Il futuro per le piccole-medie aziende vitivinicole ed enograstonomiche italiane sta nel binomio ospitalità in cantina e notorietà del marchio via web.

Vendere vino online per vendere anche pacchetti turistici, e viceversa, ma non solo. Anche l’e-commerce di un profumo, una borsetta, tavolo al ristorante può essere la piattaforma per vendere una bottiglia di vino. In una parola potrebbe essere il mondo dell’ e-commerce che può dare una mano forte sia alla internazionalizzazione di una etichetta di vino senza costi aggiuntivi che alla conoscenza di un distretto Dop-Doc italiano con un pacchetto di soggiorno, chiavi in mano, veloce e al servizio dell’utente.

Un progetto visto dalla parte della domanda, non dell’offerta. La presenza online di una cantina potrebbe anche aiutare a superare la dimensione piccola, diventa un mezzo per concentrare servizi e altere cantine, senza essere associati, superando così tutte le paure di consociativismo e le condivisioni teoriche che non portano fatturato, business, notorietà, valore aggiunto e appunto internazionalizzazione. L’enoturismo e l’e-commerce del vino permette di moltiplicare e mantenere connesso il rapporto produttore-consumatore, quindi filiera corta, costi ridotti, vantaggi per entrambi, velocità e dinamicità di ogni operazione, pagamenti assicurati, servizio garantito.

Giampietro Comolli
Presidente Ceves – Centro Studi Economia Distretti Vini Spumanti Turismo

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

 

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

 

 

Redazione Newsfood.com
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