Entro un anno sarà completato lo studio del genoma del pesco

Entro un anno sarà completato lo studio del genoma del pesco

Roma – Entro un anno sarà completato lo studio e l’identificazione della sequenza del genoma del pesco. E’ quanto emerso al 26/mo Convegno Peschicolo, organizzato a Cesena il 5-6
novembre dalle Camere di Commercio di Forlì-Cesena e di Ravenna, da Cesena Fiera e con il contributo della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.  

La ricerca del genoma, ha precisato Silviero Sansavini, dell’Università di Bologna, frutto del lavoro di ricercatori italiani e statunitensi è “un fatto straordinario perché
conoscere la sequenza consentirà di intervenire per migliorare produttività e resistenza a malattie, colore e qualità organolettiche”. La partecipazione alla kermesse
è stata rilevante, con ricercatori, docenti ed esperti provenienti da tutta Italia, mentre sono arrivate imprese anche dall’estero (Grecia, Croazia, Slovenia), oltre che da Veneto, Liguria
e Puglia, con un’ovvia prevalenza dalla regione Emilia Romagna. Si é spaziato dal successo delle pesche piatte in Spagna (quest’anno raddoppieranno i volumi) al Progetto Mas.Pes. per
miglioramento genetico del pesco in Emilia Romagna, da citare in quanto cofinanziato dalla Regione e da quattro organizzazioni di produttori (Apofruit, Apo-Conerpo, Orogel e Terre Emerse).
 

Cesena è una delle zone italiane maggiormente vocate alla coltura della pesca e della nettarina, una produzione che sul territorio vale almeno 100 milioni di euro per la sola Plv
(produzione lorda vendibile), come ha sottolineato Tiziano Alessandrini, presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena. Più collaborazione tra i Paesi produttori per
prevenire i surplus produttivi; crescita della quota di produzione organizzata nazionale (oggi in Italia le Op coprono solo il 30% del comparto); accordi con la grande distribuzione. Sono queste,
secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni, le tre questioni su cui è necessario impegnarsi per affrontare la crisi del comparto delle pesche. “Il 2009 è stato un
anno terribile -ha sostenuto l’Assessore, concludendo il Convegno Peschicolo- Il mercato delle pesche è ormai unico e senza accordi tra i Paesi produttori il rischio di annate come questa,
caratterizzata da un eccesso produttivo, è sempre incombente”.

In Italia, per Rabboni gran parte delle difficoltà sono legate al fatto che “é troppo bassa la quota di produttori organizzati. Bisogna aumentare la produzione organizzata almeno
del 20%. E’ necessaria una cabina di regia”. Rabboni ha chiesto alla grande distribuzione un tavolo di trattativa con le organizzazioni di produttori “per arrivare a un accordo generale sulle
caratteristiche qualitative del prodotto e sui prezzi minimi da garantire alle aziende agricole per coprire almeno i costi”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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