Epatite A, sotto accusa frutti di bosco congelati

Epatite A, sotto accusa frutti di bosco congelati

In Italia sono in aumento i casi di epatite A: probabile causa, frutti di bosco congelati contaminati.

A dirlo, il Ministero della Salute, che riassume così una situazione sempre più negativa.

Tutto inizia dalla visione generale dei dati forniti da Seieva: in base al sistema di sorveglianza, al 20 maggio 2013 nelle 16 regioni
italiane i casi certificati di epatite A sono aumentati del 70% rispetto ad un anno fa. Le regioni più colpite, quattro regioni del centro-nord (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia
Giulia, Emilia-Romagna e Veneto) e in una del sud (Puglia).

Perciò, sostengono gli esperti del Ministero, “Alla luce della particolare situazione in atto, fino al
31 luglio 2013, le segnalazioni dei nuovi casi e gli eventuali focolai epidemici devono essere avanzate tempestivamente al ministero e all’Istituto Superiore di Sanità”.

Riguardo alla causa, gli esperti della Sanità indicano come probabile colpevole frutti di bosco misti congelati, presenti in una torta che uno dei pazienti aveva consumato lo scorso
aprile.

Maria Triassi, ordinaria d’igiene all’Università Federico II di Napoli e membro della squadra del Ministero, spiega come l’indagine sui frutti (probabilmente provenienti da fuori Europa)
sia “Aspetto nuovo su cui converrà indagare: sappiamo che il congelamento non uccide i virus, ma non avevamo mai rintracciato l’Hav in un prodotto congelato. Probabilmente si tratta di
una contaminazione avvenuta all’origine del prodotto e che il congelamento non è riuscito a debellare”.

Lavorando insieme a colleghi UE, Triassi e compagni hanno
esaminato tutti i casi sul territori dell’Unione, evidenziando la presenza di due ceppi di epatite A: uno tra alcuni turisti, di ritorno dall’Egitto, il secondo tra i cittadini di un Paese
extraeuropeo.

Secondo il dottor Antonio Picardi, responsabile dell’unità operativa di epatologia del Campus Biomedico di Roma, il primo ceppo riguarda la forma di contagio classico, dovuto a cibi poco
puliti e cattive condizioni igenico-sanitarie.

Il secondo, invece, potrebbe essere dovuto a frutti di bosco congelati d’origine non controllata, esattamente come in Italia.

Infine, i metodi per difendersi dalla malattia: secondo il Ministero, il primo passo è evitare di mangiare alimenti dalla dubbia origine. Inoltre, è bene lavare con acqua ed
amuchina gli alimenti di dubbia provenienza: potenziali contaminanti come (aldilà dei frutti di bosco incriminati) molluschi e verdura.

Matteo Clerici

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