Epidemia Cina: ultim’ora da Wuhan – Coronavirus da cibi altamente pericolosi

Epidemia Cina: ultim’ora da Wuhan – Coronavirus da cibi altamente pericolosi

Milano, 27 gennaio 2020, ore 11:15

 

Pubbliamo un articolo del nostro corrispondente Giovanni Mercadante che ha ricevuto notizie dirette da un cinese residente a Hong Kong. Ovviamente non vogliamo creare allarmismi ma solo informare, nel modo più corretto possibile, sulla situazione che c’è nella zona del focolaio. Non rendiamo pubblici i video indicati per le immagini particolarmente forti. Quanto qui riportato va confrontato con le notizie ufficiali del Ministero della Salute italiano.

 

L’epidemia in Cina tra fuga del batterio coronavirus dal laboratorio di Wuhan a cibi altamente pericolosi

Giovanni Mercadante
Le notizie che giungono dalla Cina sono filtrate per non allarmare l’opinione pubblica. La situazione è molto più grave di quanto viene comunicato dai telegiornali. Sui social sono postate notizie di estrema preoccupazione per la salute pubblica mondiale.

La città di Wuhan, dove si è sviluppato il batterio coronavirus e in cui è presente un laboratorio nazionale per esperimenti, è stata messa interamente in quarantena. La città è blindata. Richieste di aiuto sono postate sui social perché molti cittadini hanno difficoltà a recarsi presso gli ospedali; mancanza di mezzi, medici insufficienti a fronteggiare la situazione.

Tuttavia il governo cinese ha disposto l’invio di medici delle forze armate nelle città contagiate dal virus mortale.

Il sistema sanitario pubblico cinese è sotto assedio per un fenomeno di proporzioni gigantesche. I dati trasmessi l’altro giorno dalla televisione italiana erano contenuti; mentre dati più attendili confermano oltre 3.000 casi di infezioni e 80 morti; questi i dati ufficiali postati sui social. Invece, praticamente la situazione è diversa: oltre 100 mila casi di infezioni.

Notizie più approfondite sono state diffuse dai cinesi che hanno contatti con amici europei, inviando a supporto delle loro richieste d’aiuto articoli del South China Morning.

Il primo caso di infezione del corona virus è stato accertato in Europa e nel Sud-est asiatico; ovvero le prime infezioni in Francia (una donna di 48 di ritorno da un viaggio in Cina con scalo a Wuhan) e in Nepal (uno studente di 30 anni) seguita dal caso di una donna di 60 anni in viaggio da Wuhan a Chicago, dove è stato confermato il caso di infezione.

Frattanto le autorità cinesi hanno messo su una task force per costruire un ospedale temporaneo in Wuhan, epicentro della pandemia.

Il coronavirus probabilmente sarà stato causato anche da cibi, nella cui cultura cinese, sono accettabili, mentre in Europa sono banditi, come i pipistrelli, i cani, i serpenti.

Il mio gancio in Cina, residente a Hong Kong, mi ha postato dei video raccapriccianti. Cani che subiscono torture prima di essere ammazzati: bastonati in testa, appesi all’albero, squartati ancora vivi e buttati in caldaie bollenti. Pipistrelli, cani e serpenti venduti al mercato e ammazzati dal macellaio in presenza del cliente occasionale.

Queste sono carni che nella cultura europea sono bandite, mentre in Cina sono d’uso corrente. Animali che sono vettori di malattie infettive, pericolose per l’organismo umano. Probabilmente l’Organizzazione della sanità mondiale dovrà studiare una strategia per vietare l’utilizzo di certi animali per uso commestibile, tenuto conto lo scambio di merci e persone tra il continente asiatico e quello europeo.

Il Capodanno cinese, insomma, prima festa tradizionale diffusa a livello internazionale, è stata archiviata nel pieno della manifestazione. La salute al primo posto.

 

Giovanni Mercadante
Corrispondente
Newsfood.com

 

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