Esclusiva intervista a Jose’ Rallo ”Premio Firenze Donna 2010”

Esclusiva intervista a Jose’ Rallo ”Premio Firenze Donna 2010”

Imprenditrice di successo e donna presente in famiglia, Josè Rallo è solare, raffinata, elegante, dolce e determinata al tempo stesso. Ambasciatrice di una Sicilia enologica di
qualità è al timone con i genitori Giacomo e Gabriella, e il fratello Antonio dell’azienda Vitivinicola Donnafugata, fondata da una famiglia che ha sempre creduto nelle
straordinarie potenzialità enologiche della propria terra e che conta 150 anni di esperienza nel vino di qualità. Oggi porta avanti un progetto di squadra, il cui obiettivo è
la sfida volta al conseguimento della Qualità Estrema, gestito attraverso un’organizzazione mirata a salvaguardare tradizione, ricerca ed efficienza, attraverso attività specifiche
come viticoltura mirata, vendemmia notturna, biodiversità, enologia di precisione, qualità e politica ambientale ed energia pulita. Un lavoro premiato da diversi riconoscimenti come
la “Medaglia D’oro” del concorso enologico tedesco Mundus Vini al “Polena 2008”, i “Tre Bicchieri” della Guida Vini d’Italia Gambero Rosso al “Mille e una Notte 2006”,l’ “Etichetta” della Guida
al Bere Quotidiano di Slow Food al “Sedara 2008”. Il “Ben Ryè 2008”, passito naturale di Pantelleria, si laurea 2° fra i vini dolci per l’Annuario dei Migliori Vini Italiani di Luca
Maroni. Il tutto senza dimenticare storia, arte e poesia, come il nome dell’azienda, che letteralmente significa “donna in fuga” e fa riferimento alla storia della regina asburgica Maria
Carolina, consorte di Ferdinando IV di Borbone, che ai primi dell’800 fuggì dalla corte di Napoli per l’arrivo delle truppe napoleoniche di Murat e si rifugiò in Sicilia e che diede
il nome a quei possedimenti di campagna del Principe di Salina, raccontati da Tomasi di Lampedusa nel famoso romanzo “Il Gattopardo”. Questa vicenda che ha ispirato l’effige della testa di donna
con i capelli al vento che campeggia su ogni bottiglia e l’illustrazione dell’etichetta del Mille e una Notte. Ancora il progetto “Donnafugata music & wine”, nato dalla grande passione di
Josè Rallo, la musica e il canto, condivisa con il marito Vincenza Favara da quando si sono conosciuti nel 1987, che si sono impegnati in diversi progetti musicali, coinvolgendo musicisti
jazz siciliani, così come due famosi chitarristi solisti quali il brasiliano Irio De Paula ed il raffinatissimo Franco Cerri, e partecipare in modo innovativo al Marsala Jazz Festival,
avviando la “Donnafugata Jazz Festival School” ed il Premio “Donnafugata per il Jazz”, in collaborazione con i Corsi di Formazione Musicale di Umbria Jazz per la promozione di giovani talenti
musicali.

“Front woman” in azienda e donna realizzata in famiglia, quanto i tempi della vite scandiscono quelli della vita quotidiana?
“Io penso che il lavoro di imprenditrice sia un lavoro, come quello che faccio, che consenta la flessibilità di curare l’azienda dal controllo di gestione, al marketing, alla
comunicazione e alla famiglia, che è fatta da figli, da marito e da casa. E’ tipico delle donne di essere multi task, riuscendo a passare da un lavoro ad un altro in maniera tempestiva e
mantenendo la stessa concentrazione. E’ importante che la donna non viva tutto questo in maniera “stressata” ed è giusto riconoscerle questa flessibilità, sapendo che il
raggiungimento di un risultato non dipende solo dalla quantità di tempo che si dedica a una cosa, ma soprattutto dalla qualità. Ritengo che nel marketing, ad esempio, che è
un discorso creativo, servano spesso momenti di silenzio e di introspezione, per riuscire a trovare l’ispirazione giusta e risolvere un problema di comunicazione. La stessa cosa accade in tanti
altri aspetti del mio lavoro e della mia vita famigliare. Io vivo momenti di tranquillità, di lettura, di ascolto della musica e di vita nella natura, per poi trovare quegli squarci, che
mi consentono di risolvere quei problemi gestionali e di marketing, che porto con me da tempo.”

I vostri vini hanno dei nomi affascinanti come Anthilia, Lighea e Anghali,nomi di dee o sirene, come nascono questi nomi e chi li sceglie?
“La scelta di questi nomi è sempre frutto di un lavoro di famiglia, spesso volentieri di mia mamma Gabriella, altre volte mia o degli uomini di Donnafugata. Sono dei nomi che devono
essere evocativi e che devono in qualche modo ricordare la Sicilia e la filosofia di Donnafugata. Sono quasi tutti nomi di donne, perché comunque la nostra è un’azienda femminile,
dove le donne hanno raggiunto la parità. Non sono più importanti degli uomini, ma si posizionano ad uno stesso livello, che gli consente di dialogare e di condividere le decisioni
più importanti. Il nome deve essere evocativo del territorio e della filosofia del prodotto, come Angheli, che per noi è l’Angelica del Gattopardo, un nome sensuale, che ricorda
la femminilità di Claudia Cardinale e che ritroviamo nel vino. Polena è la scultura lignea in cima alla prua delle navi, una donna che rompe le onde e che porta avanti i velieri
nella tempesta, come il nostro vino, capace di portarti avanti e di darti grandi emozioni.”

E vero di una sua immagine in una vostra etichetta, forse dipinta da Renato Guttuso?
“Non abbiamo la fortuna di avere un’etichetta creata da Guttuso, ma chi realizza per noi le etichette è una mano ispirata, che ha saputo identificarsi con l’amore di Donnafugata per le
donne, per la Sicilia e per i suoi colori, e con la considerazione che abbiamo per il consumatore. L’etichetta è un richiamo, ma deve essere anche un ricordo, che rimane nel profondo di
chi apprezza i nostri vini.”

Qual è il vino che le assomiglia di più?
“Sono una donna dal carattere e dall’umore molto mutevoli, quindi a volte mi specchio nel Polena, perché è un vitigno che da delle note floreali e fresche, che evocano sensazioni
di determinazione e di sublime leggerezza. Altre volte mi riconosco nel Ben Ryè, il passito naturale di Pantelleria, nella sua dolcezza e nella sua capacità di abbracciare,
perché mi piace molto essere vicina alle persone che hanno bisogno di affetto e che godono anche solo di un sorriso.”

A marzo ha ricevuto il “Premio Firenze Donna 2010”, un riconoscimento molto importante conseguito da personalità di rilievo, come Carla Fracci, Gae Aulenti e Letizia Moratti, a chi lo
dedica?

“Non me lo aspettavo assolutamente ed è stato una sorpresa e una grande emozione. Chi mi ha preceduto è grandissima e non mi considero minimamente alla pari con questi nomi
splendidi di donne stupende. Nel mio piccolo, nel mondo del vino, della Sicilia e nella realtà delle imprenditoria vitivinicola femminile in Italia, forse credo di rappresentare
qualcosa, quindi non l’ho considerato solo come un premio a me, ma come un riconoscimento a “tutte le donne del vino” e a quelle donne del Sud che vogliono fare impresa in maniera concreta,
guardando sempre con attenzione al territorio e al consumatore. “

La prossima volta a Pantelleria?
“Per me Pantelleria è meravigliosa a maggio, perché è così rigogliosa, c’è tanto verde e ci sono i fiori con le sfumature dei colori stupendi, e poi a fine
estate, durante la vendemmia, quando il profumo intenso dell’uva passa e dello zibibbo maturo invogliano all’abbandono davanti alla luce calda dei tramonti.”

Mascia Maluta – Per gentile concessione di Pantelleria.com
Redazione Newsfood.com WebTV

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