Etichettatura

 

Conseguenza diretta dell’approvazione del nuovo standard Codex2 è stata l’elaborazione, da parte della Commissione Europea, di un nuovo Regolamento, specificamente destinato a
disciplinare la composizione e l’etichettatura degli alimenti idonei alle persone intolleranti al
glutine.

I contenuti più salienti del documento possono essere sintetizzati come
segue:

a)     definizioni e limiti dei prodotti senza
glutine

b)    materie prime consentite per la produzione di alimenti
senza
       glutine

c)     utilizzo dell’avena nella produzione di
alimenti senza
       glutine

 

Definizioni e limiti dei prodotti senza glutine

Facendo seguito alla decisione Codex, anche il nuovo Regolamento Europeo
definisce “senza glutine” i soli prodotti con contenuto in glutine inferiore ai 20 ppm.

Il Regolamento introduce un elemento innovativo consentendo la definizione “senza glutine” anche ai prodotti destinati al consumatore generale, che rispettino comunque il
limite di 20 ppm.

Altro elemento innovativo introdotto dal Regolamento in applicazione del Codex
è la definizione “very low gluten” (letteralmente “contenuto in glutine molto basso” ) per i prodotti dietetici con contenuto in glutine tra 21 e 100 ppm,
riconosciuti come idonei alle persone intolleranti al glutine.

 

1Si ricorda che, mentre scriviamo, il Regolamento non è ancora stato approvato, pertanto, non siamo responsabili di
eventuali inedite informazioni frutto di modifiche apportate in sede di approvazione.

2Il Codex
Alimentarius è un insieme di regole e di linee guida (chiamate “standard”) riconosciute a livello internazionale ed elaborate dalla Codex Alimentarius Commission,
istituita nel 1963 dalla FAO e dall’OMS per tutelare la salute dei consumatori. Gli standard non sono “legge”, nel senso che non si applicano direttamente negli stati
membri ONU, ma hanno un valore internazionale tale per cui tutte le legislazioni nazionali presto o tardi vi si adeguano. Lo standard “Codex” sui prodotti dietetici per gli
intolleranti al glutine è stato recentemente revisionato, prevedendo il limite di 20 ppm per i prodotti dietetici definibili “senza glutine” e riconoscendo che i
prodotti processati al fine di ridurre il contenuto di glutine ad un livello tra i 20 ed i 100 ppm possono essere consumati da alcune categorie di persone intolleranti al
glutine.

 

Tale definizione, che potrà essere riportata sulle confezioni dei
prodotti dietetici a 21-100 ppm di glutine, non è destinata, invece, ai prodotti di consumo generale. Anche tenuto conto della già in vigore Direttiva Allergeni,
sintetizziamo nella tabella di seguito riportata le definizioni concernenti il contenuto in glutine ammesse per i prodotti alimentari dal 2012, termine di entrata in vigore del
Regolamento.

 

 

glutine < 20
ppm

 

21 ppm – glutine – 100
ppm

 

glutine > 100
ppm

 

 

Prodotti
dietetici

 

 

 

“senza
glutine”

 

“very low
gluten”

non sono ammessi prodotti dietetici per
celiaci con tale contenuto in glutine

 

 

Prodotti
convenzionali

o “per
tutti”

 

“può contenere tracce di glutine” oppure
“glutine” indicato tra gli ingredienti 1

1 Secondo la norma sugli allergeni è obbligatorio riportare l’indicazione della presenza di glutine (o del cereale di
derivazione) solo qualora questo sia presente come ingrediente. Di fatto molte aziende utilizzano la scritta “può contenere tracce di glutine” per indicare
una potenziale presenza di glutine per contaminazione accidentale. Tale dicitura non è comunque contemplata fra gli obblighi della normativa
vigente.

 

 

Evidenziamo che la tipologia di prodotto dietetico con contenuto di glutine tra
21 e 100 ppm fino ad oggi non è mai stata commercializzata in Italia. A tutela dei celiaci italiani, infatti, è stata diffusa dal Ministero della Salute la circolare
n° 600.12/ AG32/2861, del 2 ottobre 2003, dell’Ufficio Alimenti Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute, che applica il limite dei 20 ppm ai
prodotti definibili “senza glutine” inseriti nel Registro Nazionale degli Alimenti, che comprende tutti i prodotti erogabili.

 

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