Euro apre a 1,51 dollari, sotto record di ieri

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Ieri il biglietto verde e' crollato dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke ha avvisato che i rischi sulla crescita economica sono superiori a quelli sull'inflazione

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L’euro apre oggi a 1,5096 dollari, appena sotto il record storico di 1,5144 toccato ieri e contro 1,5044 delle indicative della Bce, Euro/yen a 160,55 contro 159,95 delle rilevazioni ufficiali.
Dollaro/yen a 106,29.

Ieri il biglietto verde e’ crollato dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke ha avvisato che i rischi sulla crescita economica sono superiori a quelli sull’inflazione, rafforzando i
timori di recessione e le aspettative di un nuovo taglio dei tassi Usa. Dal settembre scorso la Fed ha tagliato i tassi del 2,25%, mentre la Bce li ha lasciati fermi al 4%.

«L’euro ai massimi rispetto al dollaro – sottolinea COnfesercenti in una nota – conferma in modo preoccupante la frenata dell’economia statunitense con inevitabili ripercussioni negative
sul’economia europea ed italiana. Se da un lato l’euro forte ci «protegge» dall’incremento dei prezzi internazionali dall’altro acuisce i problemi delle imprese esportatrici.
Ciò che allarma di più è che la dichiarazione della Fed prefigura una accelerazione della crisi americana che potrà quindi raffreddare ulteriormente l’andamento
già debole del ciclo economico in Europa».

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    Euro apre a 1,51 dollari, sotto record di ieri

    Confesercenti: «conferma in modo preoccupante della frenata dell'economia statunitense».

    Ieri il biglietto verde è crollato dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke ha avvisato che i rischi sulla crescita economica sono superiori a quelli sull'inflazione

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    L’euro apre oggi a 1,5096 dollari, appena sotto il record storico di 1,5144 toccato ieri e contro 1,5044 delle indicative della Bce, Euro/yen a 160,55 contro 159,95 delle rilevazioni ufficiali.

    Dollaro/yen a 106,29. Ieri il biglietto verde e’ crollato dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke ha avvisato che i rischi sulla crescita economica sono superiori a quelli
    sull’inflazione, rafforzando i timori di recessione e le aspettative di un nuovo taglio dei tassi Usa. Dal settembre scorso la Fed ha tagliato i tassi del 2,25%, mentre la Bce li ha lasciati
    fermi al 4%.

    «L’euro ai massimi rispetto al dollaro – sottolinea Confesercenti in una nota – conferma in modo preoccupante la frenata dell’economia statunitense con inevitabili ripercussioni negative
    sul’economia europea ed italiana. Se da un lato l’euro forte ci «protegge» dall’incremento dei prezzi internazionali dall’altro acuisce i problemi delle imprese esportatrici.
    Ciò che allarma di più è che la dichiarazione della Fed prefigura una accelerazione della crisi americana che potrà quindi raffreddare ulteriormente l’andamento
    già debole del ciclo economico in Europa».

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