Expo: L’importanza della sana alimentazione nella prevenzione e nel trattamento del paziente oncologico

Expo: L’importanza della sana alimentazione nella prevenzione e nel trattamento del paziente oncologico
Franco Berrino

Franco Berrino

Se i primi relatori sono ottimi comunicatori, il convegno, anche il più ostico o comunque con una lunga lista di interventi, oltre a risultare riuscito, diventa pure utile per far comprendere i temi che si trattano. In questo caso cibo e salute. Tant’è che il convegno organizzato ad Expo dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano su “Cibo ed emozioni: salute e qualità di vita in equilibrio perfetto. L’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nel trattamento del paziente oncologico”, è riuscito a riempire il grande auditorium di Expo e addirittura di domenica. Poi ci hanno pensato prima il presidente dell’Istituto dei tumori, Giuseppe De Leo e il direttore scientifico dello stesso ente, Ugo Pastorino e poi lo chef Davide Oldani e il professor Franco Berrino con il suo brillante intervento su “nutrizione e stile di vita nella prevenzione dei tumori” a tenere viva l’attenzione del pubblico presente  nell’auditorium.

Perché Oldani ha parlato della sua cucina pop che privilegia solo i prodotti di stagione e, così, nel suo locale un giorno è sempre diverso dall’altro: “evitiamo la ripetizione di alimenti, di colori, di cotture. I prodotti di stagione fanno la grande cucina, non le manipolazioni degli alimenti”, ha sottolineato Oldani che invita i propri colleghi a “parlare bene e a razzolare anche bene”.

Un intervento applauditissimo quello di Oldani che ha preceduto un’altra relazione che lascia molto da pensare. Perché il prof. Berrino, parole sue, non aveva voglia di venire nel regno del cibo spazzatura e dello spreco architettonico che marcirà nell’indifferenza della gente, così ha definito Expo. Chiedendosi: ci sarà un codice etico ad Expo? Per accettare l’invito a relazionare, aveva posto un’altra condizione al presidente De Leo: togliere tutte le macchinette distributrici di bevande zuccherate dall’istituto. “Non c’è riuscito: è difficile cambiare qualcosa anche quando si ha potere” ha detto Berrino,  che con dati scientifici alla mano ha illustrato i comportamenti alimentari da tenere per vivere in salute. Come, per esempio, contenere il peso corporeo; ridurre l’uso di carni rosse, di sale, di patatine fritte, di bevande zuccherate e fare molto movimento.

da dx Davide Oldani, Giuseppe De Leo, Ugo Pastorino

da dx Davide Oldani, Giuseppe De Leo, Ugo Pastorino

Mentre il dottor Vittorio Krog ha presentato alcuni dati di Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition) che si è posto l’obiettivo di far luce sulla relazione tra dieta, stile di vita, fattori ambientali e incidenza cancro e altre malattie croniche. E il dottor Paolo Bossi che ha illustrato il dietInt, il primo studio a livello europeo determinato a valutare se una dieta specifica può servire a ridurre il rischio di recidiva in pazienti con tumore testa-collo dopo le cure. Invece Anna Villarini, biologo-nutrizionista ha detto che “parlare di cibo come prevenzione o come supporto alla cura evoca, in molte persone, emozioni negative: quelle legate alla rinuncia, più o meno voluta. Affinchè mangiare non sia solo nutrirsi è necessario che i cambiamenti diventino momenti per prendersi cura di se stessi e per riscoprire sapori, odori, tatto, vista, udito. Un’armonia di ingredienti nel rispetto delle più recenti e importanti indicazioni scientifiche in campo nutrizionale”.
Insomma, in tema di alimentazione in oncologia è necessario distinguere il diverso ruolo che il cibo può avere nella prevenzione della malattia e nel paziente in trattamento.”Nel paziente sotto trattamento l’alimentazione e la determinazione dello stato nutrizionale sono importanti: la dieta viene variata di volta in volta a secondo delle condizioni del paziente”, dice Cecilia Gavazzi. Con approfondimenti presentati al convegno dalla collega gastroenterologa, Serena Della Valle,dalla dietista di terapia nutrizionale Silvia Colatruglio e dall’oncologo Marco Platania che si è soffermato di più sui problemi nutrizionali nelle donne con cancro al seno durante la chemioterapia. Ed è bene tenere presente che quando la malattia si aggrava, è necessario adattare la dieta alle esigenze della persona malata, spiega il direttore della struttura complessa di cure palliative e terapia del dolore, Augusto Caraceni. Tant’è vero che l’istituto dei tumori sta sperimentando un progetto che dovrebbe offrire la possibilità di nutrirsi e mantenere il piacere di alimentarsi nonostante si possano presentare disturbi come l’alterazione del gusto.
Un convegno che ha fatto veramente luce sull’interazione alimentazione-malattia, cibo-tumore.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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