“Faggeta, interventi necessari. Ecco il perché”

Viterbo – L’area del Monte Cimino ricade in un sito di particolare valore naturalistico e ambientale che l’Unione europea ha riconosciuto quale sito di importanza comunitaria
(Sic) e zona di protezione speciale (Zps), nell’area dove si estende la faggeta sono presenti alcune criticità e minacce per la conservazione dell’habitat, legate a frequenti schianti
naturali di faggi anche di grandissime dimensioni, spesso con effetto domino, determinando situazioni di pericolo per le persone e di degrado dell’ambiente forestale.

Per comprendere l’entità di questo fenomeno naturale basti pensare che negli ultimi due anni le piante di faggio cadute a terra per cause naturali con fragorosi schianti ammontano ad
oltre 20 esemplari di grosse dimensioni, uno dei quali proprio lungo il sentiero in prossimità del piazzale, fortunatamente senza conseguenze per la pubblica incolumità.

Il progetto definisce quindi le strategie di gestione per la tutela e la conservazione delle specie e degli habitat, attraverso una serie di interventi che hanno lo scopo di limitare la
fruizione della faggeta ad aree limitate di questo delicato ecosistema, per garantirne da un lato una fruizione in sicurezza da parte dei cittadini e delle scuole e dall’altro di ridurre la
pressione antropica sul resto dell’area, garantendone così la naturale evoluzione e favorendone la conservazione.

Questa proposta è nata nel 2005 a seguito di varie richieste provenienti da molteplici parti: durante gli incontri di un tavolo tecnico sulla faggeta di Soriano nel Cimino a cui hanno
partecipato negli anni Comune, Corpo Forestale dello Stato, Università degli Studi della Tuscia, Provincia di Viterbo e Regione Lazio; a seguito di molteplici segnalazioni della
Prefettura sui rischi che la cittadinanza correva frequentando la faggeta nelle condizioni di instabilità in cui versa; dalle criticità emerse e gli interventi da realizzare
previsti nel Piano di gestione del pSIC-ZPS IT 6010022 Monte Cimino (versante nord).

Per la realizzazione del progetto sono stati acquisiti tutti i pareri e le autorizzazioni prescritte dalla normativa vigente. Inoltre la Regione Lazio ha finanziato questi interventi per il
miglioramento della stabilità ecologica della faggeta e successive azioni di monitoraggio, nell’ambito del Docup Obiettivo 2 – Sottomisura I.1.2 per la «Tutela e gestione degli
ecosistemi naturali», riconoscendone le finalità di conservazione e tutela di habitat di particolare pregio.

La popolazione è stata da subito informata di questa iniziativa a partire dal 2006, è sufficiente andare a sfogliare la rassegna stampa dei primi giorni del mese di novembre. Il
progetto è stato inoltre presentato durante l’iniziativa «Ambientarti», lo scorso novembre, al fine di attivare iniziative di educazione ambientale sulla conservazione della
natura. Per la realizzazione degli «interventi di miglioramento della stabilità ecologica della faggeta» è stato costituito un gruppo di esperti formato docenti
dell’Università della Tuscia, naturalisti, agronomi e forestali, che stanno attentamente monitorando e verificando la corretta esecuzione dei lavori previsti in stretta collaborazione
con il Corpo Forestale dello Stato.

Gli abbattimenti delle piante di faggio sono stati realizzati a seguito di un’accurata verifica statica visiva e strumentale della stabilità attraverso il metodo VTA (Visual Tree
Assessment), analisi realizzata su tutte le piante che si trovano lungo il sentiero che porta dal piazzale fino alla torretta e che ha determinato l’abbattimento di circa 15 piante di faggio,
riscontrate altamente pericolose, e la potatura di circa 30 piante.

Il materiale legnoso ricavato è stato in gran parte lasciato all’interno del bosco, sia per la realizzazione dell’aula e del sentiero didattico all’interno della faggeta, sia per
garantire un’idonea presenza di necromassa importante per l’ecosistema forestale. Il legname che non è stato lasciato all’interno del bosco, di proprietà del Comune di Soriano,
è stato deprezzato e trasportato sul piazzale asfaltato, e verrà distribuito alla popolazione come uso civico.

Le complicate operazioni di abbattimento e potatura di piante alte anche 30 metri, all’interno di un bosco, su terreno naturale in forte pendenza e garantendo la salvaguardia delle piante
vicine, è un’operazione che ha richiesto l’utilizzo di attrezzature sofisticate e personale specializzato, non consueti negli ordinari cantieri forestali, i cui costi sono sicuramente
superiori rispetto al valore dello scarso materiale ricavato, che potrà essere utilizzato solo come legna da ardere.

Gli abbattimenti e le potature necessariamente realizzati per la messa in sicurezza del sentiero, costituiscono solo uno degli interventi previsti che di seguito vengono sintetizzati:
? Realizzazione di un sentiero didattico – naturalistico e segnalazione di un sentiero stile CAI;
? Realizzazione di un’aula didattico sperimentale
? Avviamento all’alto fusto di due aree sperimentali (di estensione pari a 2 ettari cadauna) attualmente governate a ceduo a prevalenza di castagno tramite intervento di dirado selettivo di
circa il 20% dell’area basimetrica.
? Recupero dell’area del Sasso Naticarello
? Interventi a favore di anfibi e mammiferi attraverso il recupero e la manutenzione di alcune sorgenti (sorgente di «Basso della Sega», Sorgente di «Acqua
Grande»)
? Ripristino e manutenzione straordinaria di una pista forestale attualmente in condizioni tali da non permettere il passaggio di alcun mezzo di emergenza e controllo;
? Tabellazione e confinamento della ZPS e istallazione di pannelli informativi;
? Realizzazione di un vivaio forestale per la produzione di giovani piantine autoctone certificate da utilizzare per la rinnovazione artificiale e recupero di aree compromesse;
? Riqualificazione ambientale area parcheggio e realizzazione di una paratia di schermatura visiva per i contenitori RSU;
? Acquisto e messa in opera di una capannina meteo.

Tutti questi interventi nel loro complesso costituiscono un valido strumento per la conservazione e la valorizzazione della faggeta vetusta di Soriano nel Cimino che, alla conclusione dei
lavori, durante una giornata appositamente dedicata, avremo l’opportunità di visitare in sicurezza, verificando così la validità dell’intervento in corso di realizzazione.

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