L’alimentazione attuale, ma anche le sfide del futuro: questo quanto emerso come fondamentale a Cibus, la grande fiera dell’agroalimentare italiano.

Tra gli argomenti sul tavolo, le fake news. Se la voglia di conoscere è positiva, il mix di sfiducia generalizzata, complottismo e difetti della comunicazione possono danneggiare i prodotti e gli attori del settore. A proporre un possibile rimedio, i Giovani di i Federalimentare, che a Cibus hanno presentato lOsservatorio Alimentare. Collegandosi al sito, sarà possibile interagire con una squadra di esperti, segnalando notizie sospette o chiedendo chiarimenti.

Se le fake news sono cattiva informazione, le etichette devono essere informazione utile.

Il loro utilizzo ed evoluzione è stato materia di “Etichette alimentari nel caos: dai campioni nazionali a regole condivise in Europa”, organizzato da Agrisole, il quotidiano digitale del settore agroalimentare del Sole 24 Ore, e tenutosi nell’area talk di Cibus Innovation Corner (promosso dal Gruppo Food). I relatori hanno discusso delle ultime novità a livello comunitario e nazionale, con il possibile contrasto tra le misure relative all’ambito della Salute e quelle invece legate alle Politiche agricole. Questi hanno inoltre ricordato come, dopo il regolamento sull’indicazione in etichetta dell’ingrediente principale, la Comunità Europea sta valutando la possibilità di varare regole nuove e ha invitato i protagonisti della filiera a individuare una posizione comune.

Ma, forse più di tutto, Cibus è il momento per fare il punto della situazione, tra dati del presente e cambiamenti del futuro.

In base alle stime di Federalimentare, il fatturato delle industrie alimentari per il 2018 punta a 140 miliardi di euro, con un export vicino ai 34 miliardi.

Numeri a parte, il lavoro di Federalimentare descrive gli italiani come colpiti dalla crisi ma non pronti a rinunciare al cibo di qualità. Si spende quindi meno, ma con un occhio di riguardo verso il benessere, la sicurezza del cibo, ed i gusti personali.

In particolare, indagini compiute nella GDO hanno mostrato come, per 100 euro di spesa, 68 sono destinati ad alimenti e bevande, con una preferenza marcata per gelati e surgelati; freschi confezionati; drogherie e alimentari; bevande; ortofrutta confezionata.

Per rispondere al mercato, i produttori possono affidarsi ad una serie di novità, presentate al convegno del Future Food Institute. I suoi scienziati hanno messo in luce una serie di novità prossime, dagli allevamenti sostenibili (animal welfare e zootecnia di precisione) alle proteine vegetali, dalle tecnologie idroponiche in agricoltura a LED e modulazioni di variabili come temperatura e umidità per portare i prodotti freschi in città grazie alla coltivazione verticale.

Meno tecnologico, ma altrettanto importante, la tutela del Made in Italy. Per difenderlo, Coldiretti ed industrie sostenitrici hanno ideato“Filiera Italia”, nuova realtà associativa (presentata oggi a Cibus) che difende i valori comuni dell’identità territoriale e il “saper fare” nazionale.

Matteo Clerici