Falso Made in Italy: Blitz dei Nas in uno stabilimento di macellazione del Cremonese

Falso Made in Italy: Blitz dei Nas in uno stabilimento di macellazione del Cremonese

“E’ la prova che qualcuno fa il furbo sulla pelle dei consumatori e degli allevatori italiani” questo il commento di Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia dopo che questa mattina
è stata diffusa la notizia del blitz dei carabinieri dei Nas in uno stabilimento di macellazione del Cremonese il cui titolare è stato
denunciato per aver venduto, etichettandoli come “nati e allevati in Italia”, 700 suinetti congelati importati dall’Olanda.

“I carabinieri stanno facendo un lavoro enorme – spiega ancora Andena – e i loro blitz sono la conferma dell’allarme lanciato il 26 luglio quando con gli allevatori abbiamo protestato davanti
alla Borsa di Milano contro gli speculatori del falso Made in Italy che danneggiano i produttori italiani e ingannano i consumatori”.

Nel 2010 le importazioni di maialini dalla Ue, in particolare dall’Olanda e dalla Danimarca, hanno raggiunto il mezzo milione di capi, con un aumento del 40%. “Serve un’etichetta che indichi in
modo chiaro l’origine della carne – commenta Andena – e che non si tratti di una questione secondaria lo dimostra proprio questo macellatore di Cremona che ha venduto come nati e allevati in
Italia animali comprati in Olanda. Se non fosse stato così importante avrebbe rischiato la denuncia? E non può neppure dire che non sapeva dove rifornirsi, visto che è in
un territorio pieno di allevamenti”.

In Italia ci sono quasi 9 milioni di suini e la Lombardia ne custodisce oltre la metà. In dieci anni il nostro Paese ha perso l’85% delle aziende, passate dai 193 mila a 26 mila e sempre
nello stesso periodo quelle lombarde sono scese da 7.487 a 2.639. Nel 2010 l’Italia ha importato un milione di capi, mentre l’export è crollato del 70%.

Nei giorni scorsi, sempre a Cremona e a Parma, il Nucleo antifrodi ha sequestrato 4.800 confezioni di formaggio grattugiato con etichette che riportavano una dizione “falsamente evocativa”
della Dop Parmigiano Reggiano recuperando anche decine di migliaia di etichette pronte per essere utilizzate su confezioni da spedire all’estero. Mentre nell’estate del 2010 i carabinieri del
Nas di Cremona bloccarono 2.800 forme di grana padano prodotte con latte di origine sconosciuta e marchiate con il simbolo del Consorzio ottenuto ricopiando la scritta, tramite lettore laser,
da alcune forme originali e creando quindi uno stampo in metallo da usare per i tarocchi.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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