Benvenuti a Favara, città dell’agnello pasquale, è il cartello che accoglie chi arriva nel grosso centro dell’agrigentino (33mila abitanti) a pochi chilometri dalla Valle dei
Templi, qui i maestri dolciari si tramandano da generazioni un’antica ricetta della pecorella di pasta reale farcita di pistacchio.

I riti della Settimana Santa si intrecciano con lo spettacolo di colori, forme e sapori della sagra dell’agnello pasquale (nella foto in basso il dolce favarese). Un percorso di gusto e
tradizione che porta nelle botteghe dolciarie. A condurre visitatori e turisti i gruppi folkloristici e i gonfaloni di drappo rosso e dorato che contraddistinguono le pasticcerie dove si
può trovare il dolce.

Ma cosa rende così speciale la pecorella favarese oggi esportata in tutto il mondo da alcune aziende locali? Una ricetta antica – spiegano i maestri pasticceri – ingredienti
genuini come il pistacchio locale e una tecnica tramandata da madre in figlia per preparare il dolce. Una tradizione radicata nella città. Così tanto che il suo nome è
stato legato all’agnello pasquale a cui è dedicata la sagra annuale nella Settimana Santa. Mostre, degustazioni ed eventi culturali e di spettacolo. Ma anche momenti di folklore e
curiosità. Come l’agnello dei record: la pecorella da 202 chili realizzata in piazza nel 2003 e registrato nel guinnes dei primati (nella foto in alto).

Quest’anno l’arte dolciaria è abbinata all’arte della ceroplastica del maestro Pietro Piraneo le cui opere in cera raffiguranti soggetti sacri sono esposte tra le prelibatezze di
mandorla e pistacchi. Nelle sale del castello Chiaramonte in programma (scarica l’elenco completo degli
eventi in PDF
) anche la mostra dei quadri di pane che rappresentano scene sacre. Sabato 7 aprile le sale del castello ospitano Sintiti, sintiti serata di canti e suoni popolari.
Domenica in piazza Cavour alle 11,30 il concerto bandistico Sinfonia di Pasqua, mentre alle 20,30 spettacolo musicale con Gli Svitols e alle 21,30 il cabaret di Toti e Totino.