D’estate, fortunatamente, è più difficile ammalarsi, complici le alte temperature che “risparmiano” all’organismo l’impegno di termoregolarsi e le maggiori ore di luce e di tempo
trascorso all’aria aperta, che preservano la buona efficienza del sistema immunitario. E grazie anche al minor inquinamento atmosferico, alla carica batterica e virale, che cala notevolmente.
Difficile, ma assolutamente non raro. “L’utilizzo del climatizzatore negli edifici e in auto, che espone a forti sbalzi di temperatura, per esempio, può indebolire la clearance
mucociliare, la barriera difensiva naturale delle vie respiratorie, e facilitare infezioni come raffreddori, faringiti e laringiti, anche accompagnate da febbre”, osserva Alessandro Zanasi,
specialista in fisiopatologia della respirazione all’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Già, la febbre: è proprio lei, il sintomo tipico delle malattie infettive invernali,
che può far insolitamente capolino anche in piena estate. Ecco le situazioni più frequenti e le relative contromisure.

Colpo di calore e di sole
Una febbre anche molto pericolosa, con valori che possono oltrepassare i 40 gradi, caratterizza il cosiddetto colpo di calore. “Al rialzo della temperatura si associa una debolezza accentuata,
che in breve tempo si trasforma in vertigine e poi in perdita di coscienza”, ricorda Roberto Gualtierotti, bioclimatologo medico dell’Università di Milano e rettore dell’Accademia
Internazionale delle Scienze. Il colpo di calore può facilmente investire un organismo indebolito o stressato, che reagisce in modo anomalo agli stimoli atmosferici e invece di
contrastarli con i normali processi fisiologici della termoregolazione e termodispersione, come la sudorazione, perde repentinamente le difese ed entra in uno stato di collasso.
“Tra le cause che possono scatenarlo, le più frequenti sono un’inadeguata idratazione, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche e il soggiornare a lungo in un ambiente dal clima
fortemente caldo-umido”, osserva Gualtierotti. Sintomi e reazioni simili si registrano nel colpo di sole che, in più, può dare anche ustioni alla pelle. È provocato da
un’improvvisa e lunga, nonché inadeguata esposizione al sole.

Contromisure
Per la prevenzione, fondamentale l’idratazione: soprattutto anziani e bambini, più esposti ai colpi di calore e di sole, in condizioni d’intenso caldo-umido devono bere acqua minerale o
altri liquidi possibilmente non zuccherati, mai troppo freddi, anche in assenza di stimolo della sete.
“Valgono altre semplici regole: mangiare regolarmente molta frutta e verdura, ricche di acqua e sali minerali, non uscire e/o fare attività fisica nelle ore più calde della
giornata, indossare abiti ampi e in tessuto naturale”, dice Gualtierotti. Per prevenire il colpo di sole: esporsi gradualmente, mai nelle ore più calde e con filtri protettivi adeguati
al proprio fototipo, da spalmare in abbondanza più volte al giorno e dopo ogni bagno.
E se, malauguratamente, sopravvengono la persona colpita deve essere immediatamente portata in un luogo ombreggiato, fresco e ventilato, stesa a terra, coperta con panni bagnati in acqua fredda
o spruzzata, sempre con acqua fredda. “È opportuno un immediato ricovero in ospedale, dove l’infortunato potrà essere adeguatamente reidratato, con liquidi e sali minerali
somministrati per via endovenosa”, suggerisce Gualtierotti. Per quanto riguarda invece le ustioni solari: se sono limitate, fare impacchi di acqua fresca e poi applicare gel o creme emollienti
e idratanti, per esempio all’aloe. Se, invece, sono importanti, con il consenso del medico applicare una pomata all’idrocortisone e assumere eventuali analgesici.

Colpo d’aria
È quello che può facilitare faringiti, laringiti, bronchiti e raffreddore anche in estate e che, in caso di contagio da virus o batteri, può dare rialzi febbrili. è
innescato da una serie di fattori. “In primis, il passare da un ambiente esterno molto caldo ad uno troppo freddo per un eccesso di condizionamento. Anche i viaggi in auto con il finestrino
abbassato oppure in moto quando si è accaldati, per esempio dopo un’attività fisica, possono alterare il delicato equilibrio di microrganismi presenti nelle vie aree. E provocare
l’infiammazione”, spiega il fisiopatologo della respirazione Zanasi.

Contromisure
Se si ricorre al refrigerio del condizionatore, procedere ad un’accurata manutenzione per evitare la proliferazione all’interno dei condotti di microrganismi nocivi, che poi si diffondono
nell’aria. “Regolare la temperatura dell’apparecchio su 4-5 gradi massimo inferiore a quella esterna ed eventualmente preferire un ventilatore, evitando però getti d’aria diretti sul
corpo”, consiglia Zanasi. Ad infezione avvenuta, se i microrganismi responsabili sono i batteri è consigliata la cura antibiotica previa prescrizione medica. “Per le infezioni virali, si
possono attenuare i sintomi utilizzando, dopo una valutazione medica, prodotti sintomatici, come antipiretici, antinfiammatori, decongestionanti”, dice Zanasi.

Congestione
Quando si è molto accaldati, il bisogno di trangugiare acqua o bibite fredde è intensissimo. Il pericolo in agguato? Una possibile congestione. “Il raffreddamento improvviso
riduce i normali movimenti dell’apparato digerente. I sintomi sono spasmi e crampi allo stomaco, pallore improvviso, sudorazione fredda e, nei casi più gravi, anche febbre”, spiega
Gualtierotti. La congestione può verificarsi anche se ci si immerge parzialmente nell’acqua di mare molto fredda (per esempio solo le gambe) poco dopo un pasto lauto, oppure dopo essere
stati a lungo sdraiati sotto il sole cocente.

Contromisure
Bere liquidi a temperatura ambiente, oppure appena freschi, mai ghiacciati. Fare il bagno dopo tre ore se il pasto conteneva cibi grassi. “In caso di congestione già avvenuta, rimanere
sdraiati, coprire lo stomaco con coperte e massaggiarlo lievemente, bere bevande calde. E se i disturbi non rientrano nel giro di mezz’ora, recarsi al pronto soccorso”, conclude Roberto
Gualtierotti.

Claudia Bortolato

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