Federcarni in assemblea a Veronafiere il 27 maggio

Federcarni in assemblea a Veronafiere il 27 maggio


Il numero uno del sindacato legato a Confcommercio, Maurizio Arosio, traccia un bilancio in vista di Eurocarne (24-27 maggio). Crescono i consumi di carne bianca, ma avanza anche
l’età media dei macellai, soprattutto nel Nord Italia. «Il futuro? Puntiamo a coinvolgere le scuole alberghiere. Ormai il macellaio è sempre più chef e
gastronomo», afferma Arosio.


VeronaFedercarni, l’associazione nazionale aderente a Confcommercio che raggruppa circa 25mila macellerie, si prepara all’assemblea annuale. L’appuntamento è per domenica
27 maggio a Veronafiere (Sala Salieri-Palaexpo, ore 10,30), in occasione di Eurocarne, il Salone triennale internazionale delle tecnologie e prodotti per la lavorazione, conservazione,
refrigerazione e distribuzione delle carni, organizzato dall’ente guidato da Ettore Riello insieme con Ipack-Ima Spa (il via a Verona giovedì 24 maggio,www.eurocarne.it).


Il presidente di Federcarni, Maurizio Arosio, anticipa ad Eurocarne alcuni temi che preoccupano i titolari delle macellerie: le tensioni nei rapporti di filiera e l’età media elevata degli
associati, a causa dello scarso appeal della professione.


Crescono i consumi di carne bianca. Un altro aspetto di allerta è la demonizzazione della carne, troppo spesso posta all’indice con frettolosa superficialità. «Una
posizione granitica in rapida diffusione, che impensierisce la nostra categoria ancor più del calo dei consumi di carne – accenna Arosio -. In termini di consumi complessivi la carne non
ha perso particolare terreno; piuttosto, essendosi spostata l’attenzione dei consumatori al prezzo, sono aumentate le vendite di carne bianca, pollo e tacchino a discapito della carne bovina, che
ha risentito del diminuito potere d’acquisto delle famiglie italiane».


Rotte internazionali, la Turchia scalza l’Italia. Il presidente di Federcarni segnala anche un nuovo trend in fase di commercializzazione di carne fresca e congelata. «Da diversi
mesi la Turchia è preferita all’Italia dagli esportatori tedeschi – considera Arosio -. E questo perché ormai la Turchia è disposta a pagare prezzi superiori, forte anche del
fatto che è un Paese-hub verso il Medio Oriente».


Puntare sull’interprofessione. Secondo Federcarni servirebbe una forte azione a livello interprofessionale, «con una collaborazione concreta fra tutti i soggetti della filiera, dalla
produzione alla vendita, come avviene da tempo in Francia, in Germania o in alcuni Paesi del Nord Europa».


Macellai sempre più vecchi. Restano da risolvere i problemi legati al cambio generazionale, «sentiti molto di più al Nord che nel Mezzogiorno, dove l’ingresso dei
giovani è favorito da una sorta di multifunzionalità delle macellerie, punti di acquisto e spesso di immediato consumo». L’età media dei macellai si attesta a 55-60
anni invece in Lombardia, Veneto e Piemonte, «dove una immagine antica del lavoro del macellaio, considerato cruento e di scarso appeal, non avvicina i giovani».


Macellai-chef. «L’evoluzione della nostra professione ci sta traghettando molto vicino ai cuochi». Un motivo che spinge Federcarni a cercare fra le scuole alberghiere nuova
linfa per una macelleria-gastronomia di nuova concezione. Magari studiando corsi professionali specifici per l’inserimento nel ruolo di professionista delle carni.


Il nuovo corso di Federcarni. Maurizio Arosio ha tracciato anche un linea politica associativa più fluida. «Punteremo ad un maggiore coinvolgimento della base e delle province
– conclude – perché riteniamo che il ruolo di Federcarni sia proprio quello di contribuire a creare una rete che stimoli il confronto e la crescita degli operatori. La sfida è
quella della macelleria 2.0».


www.federcarni.it




Redazione Newsfood.com+WebTv





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