Federpanificatori: Si prepara l'Assemblea ordinaria

Fornaio Amico.

I delegati nazionali dovranno stilare il bilancio dell'anno passato e decidere la rotta da seguire per il prossimo

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Sta per giungere la chiamata alle armi per tutti i dirigenti e i delegati nazionali della Federpanificatori. Il 17 giugno presso la Sala Congressi dell’Hotel Quirinale si terrà
l’Assemblea ordinaria dell’Associazione dei panificatori italiani. Un appuntamento molto importante anche perché si potranno tirare le somme dei cambiamenti avvenuti nel corso del 2006.

Quello passato è stato, infatti, un anno ricco di avvenimenti che volendo o nolendo hanno cambiato il volto della Federazione. Da un lato perché proprio nel 2006 è avvenuta
la cancellazione della 1002; dall’altro perché nel corso della precedente assemblea sono state introdotte delle importanti modifiche allo statuto federale.

Con le nuove regole è stato possibile allargare la base di rappresentanza e far sì che anche grazie al progetto Impresa Amica si potessero eleggere i propri delegati. E proprio
grazie a queste modifiche è stato possibile far entrare a pieno titolo nel Consiglio Direttivo della Federazione due membri molto attivi del Gruppo Giovani: Stefano Savini, in
rappresentanza della regione Toscana, ed Edmondo Di Mambro, da poco eletto presidente della neocostituita associazione molisana.

Da ricordare, inoltre, come i primi mesi dell’anno in corso abbiamo visto la Federazione in prima fila nella costruzione di AB Tech e far sì che i panificatori italiani, per la prima
volta nella storia, siano entrati in una fiera da protagonisti e non da spettatori.

All’assemblea, quindi, il compito di trarre un bilancio dell’anno passato, e dei primi mesi di questo, e vedere quali cose restino ancora da fare. Sul tavolo rimangono, infatti, questioni
tutt’altro che secondarie da risolvere, due delle quali dovranno viaggiare su una corsia preferenziale.

La prima è quella che riguarda gli studi di settore dei quali è fuori discussione la necessità di un loro aggiustamento, riguardo soprattutto i parametri degli indicatori
di normalità. La seconda è invece il decreto sul pane fresco che, ancora oggi, è fermo nelle varie commissioni parlamentari. Un decreto peraltro, stando ai dati delle
recenti indagini sull’argomento, fortemente voluto dalla stragrande maggioranza dei consumatori a garanzia della genuinità del principe della tavola. L’appuntamento di metà giugno
sarà, quindi, molto importante perché le decisioni prese segneranno la rotta da seguire per tutto l’anno a venire.

www.fornaioamico.it

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    Sta per giungere la chiamata alle armi per tutti i dirigenti e i delegati nazionali della Federpanificatori. Il 17 giugno presso la Sala Congressi dell’Hotel Quirinale si terrà
    l’Assemblea ordinaria dell’Associazione dei panificatori italiani. Un appuntamento molto importante anche perché si potranno tirare le somme dei cambiamenti avvenuti nel corso del 2006.

    Quello passato è stato, infatti, un anno ricco di avvenimenti che volendo o nolendo hanno cambiato il volto della Federazione. Da un lato perché proprio nel 2006 è avvenuta
    la cancellazione della 1002; dall’altro perché nel corso della precedente assemblea sono state introdotte delle importanti modifiche allo statuto federale.

    Con le nuove regole è stato possibile allargare la base di rappresentanza e far sì che anche grazie al progetto Impresa Amica si potessero eleggere i propri delegati. E proprio
    grazie a queste modifiche è stato possibile far entrare a pieno titolo nel Consiglio Direttivo della Federazione due membri molto attivi del Gruppo Giovani: Stefano Savini, in
    rappresentanza della regione Toscana, ed Edmondo Di Mambro, da poco eletto presidente della neocostituita associazione molisana.

    Da ricordare, inoltre, come i primi mesi dell’anno in corso abbiamo visto la Federazione in prima fila nella costruzione di AB Tech e far sì che i panificatori italiani, per la prima
    volta nella storia, siano entrati in una fiera da protagonisti e non da spettatori.

    All’assemblea, quindi, il compito di trarre un bilancio dell’anno passato, e dei primi mesi di questo, e vedere quali cose restino ancora da fare. Sul tavolo rimangono, infatti, questioni
    tutt’altro che secondarie da risolvere, due delle quali dovranno viaggiare su una corsia preferenziale.

    La prima è quella che riguarda gli studi di settore dei quali è fuori discussione la necessità di un loro aggiustamento, riguardo soprattutto i parametri degli indicatori
    di normalità. La seconda è invece il decreto sul pane fresco che, ancora oggi, è fermo nelle varie commissioni parlamentari. Un decreto peraltro, stando ai dati delle
    recenti indagini sull’argomento, fortemente voluto dalla stragrande maggioranza dei consumatori a garanzia della genuinità del principe della tavola. L’appuntamento di metà giugno
    sarà, quindi, molto importante perché le decisioni prese segneranno la rotta da seguire per tutto l’anno a venire.

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