Fermignano vi aspetta dal 25 al 28 aprile per il Palio della rana

Fermignano vi aspetta dal 25 al 28 aprile per il Palio della rana

Il Palio della Rana di Fermignano torna dal 25 al 28 aprile tra rievocazioni storiche, giochi medievali, sbandieratori e cene nelle taverne. Nello splendida cittadina in provincia di Pesaro e Urbino le protagoniste della “Domenica in Albis” – quella successiva alla Pasqua – sono proprio le rane, che per un giorno abbandonano il loro habitat naturale   per salire a bordo di una carriola e condurre alla vittoria la propria Contrada.

Giunto alla 55esima edizione, il Palio è un torneo storico che affonda le sue radici in un passato lontano; e più precisamente nel 1607, quando il Castello di Fermignano ottenne dal Municipio di Urbino il permesso di autogovernarsi: fu così che gli abitanti festeggiarono l’evento con banchetti, canti e giochi come la corsa coi sacchi, tiro alla fune, la battaglia delle code, corsa alla fonte e la corsa delle rane in carriola.

Oggi come allora, domenica 28 aprile per la conquista dell’ambito trofeo le sette Contrade in gara si dovranno attenere a un rigido regolamento: è vietato ostacolare i concorrenti avversari, ogni corridore deve trattare con cura la propria rana e, qualora saltasse al di fuori della carriola, deve raccoglierla e riposizionarla; in prossimità dell’arrivo, infine, ogni scarriolante deve rientrare nella corsia a lui assegnata alla partenza e tagliare il traguardo spingendo la carriola con la rana ancora a bordo. Per la conquista del Palio l’abilità dello “scarriolante” è importante almeno quanto l’imprevedibile comportamento dell’animale, che al termine della gara viene ricondotto nel suo habitat naturale.

Riproposta nel 1966 dalla Pro Loco, la corsa costituirà il momento più atteso di quattro imperdibili giorni di festa. L’evento partirà giovedì 25 con il Palio degli Arcieri “Le Marche della Storia”, e l’apertura delle mostre “Volti a Confronto” e “Le Marche alla Corte del Bramante. Il giorno successivo sarà possibile assistere all’assedio alla torre con bombarde e armigeri ed effetti speciali, col il Gruppo “Musici del Palio”, il Gruppo Arcieri “Castrum Firmignani”, e le compagnie “Corbarius”, “La Pandolfaccia” e la “Compagnia Feltria” assieme al “Club Feltro” Con la collaborazione dell’Ass.ne “Luoghi Comuni”; sarà poi la volta del processo per stregoneria a Donna Laura da Farneta “Ultimo rogo nel Ducato di Urbino”. Sabato sarà la volta dei mercatini dell’artigianato, della dimostrazione di antichi mestieri,delle eliminatorie del Palio dei Putti, dei giochi dei putti, dell’accoglienza del Duca con giullari e giochi d’armi e dello spettacolo itinerante a cura dei Giullari della Compagnia “La Pandolfaccia”. Domenica 28 il gran finale con la Santa Messa e la benedizione delle rane, l’arrivo in piazza della Corte Ducale di Urbino, l’esibizione del gruppo “Sbandieratori di San Sepolcro” e il tanto atteso Palio della Rana; a concludere la manifestazione sarà l’incendio della torre e del ponte, il suggestivo spettacolo piromusicale darà a tutti l’appuntamento al prossimo anno.

Anche quest’anno la gastronomia tipica sarà grande protagonista nelle caratteristiche taverne, dove le Contrade – il 25-26 e il 27 aprile a cena, e il 28 a pranzo e a cena – proporranno i migliori piatti della tradizione locale in un’atmosfera tipicamente medievale. Tra una delizia e l’altra, varrà davvero la pena andare alla scoperta di Fermignano, famosa per aver dato ai natali al grande architetto Donato Bramante. Nel centro storico meritano una visita la Torre Medioevale delle Milizie, con all’interno modelli lignei sui progetti di Donato Bramante, l’edicola con affresco “Madonna con Bambino” di fine 1400 sul ponte romano che si specchia sull’antica cartiera ducale; oppure della Chiesa di Santa Veneranda, che custodisce un crocifisso ligneo del 1535, della Chiesa di Santa Maria Maddalena e del nuovo Duomo.

Nei dintorni spiccano la Gola del Furlo, una riserva naturale statale dove nidificano ancora le aquile, Urbino, culla del Rinascimento, e Urbania, l’antica Casteldurante famosa per le sue ceramiche e Fossombrone, sul percorso dell’antica via Flaminia.

 

 

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