Festival della Polenta di Storo raccontato da una giornalista in erba

Festival della Polenta di Storo raccontato da una giornalista in erba

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Riceviamo e molto, molto volentieri pubblichiamo.

Domenica 9 ottobre nella piazza di Storo, vicino allo stand dei formaggi…, mi è venuta incontro una ragazza  che, molto timidamente mi chiede se sono proprio io il direttore di Newsfood…E’ di Brescia, studia comunicazione, ama la polenta e vuole diventare “Giornalista” ! (Voler fare la giornalista oggi è “demenziale” come la decisione di Vigilio di puntare tutto sul grano povero di mais, 26 anni fa… ma quel povero grano è stato trasformato in ORO! Per accontentare M.A (per ora non vuole svelare la sua identità)… la nomino “giornalista per un giorno – inviata speciale di Newsfood a Storo in occasione del Festival della Polenta.

Mi vergogno un po’ nel pensare che mi sarebbe arrivato via email un “testo approssimativo, tipo compito a casa sulla gita fatta con gli amici”.

Oggi, ore 15:33 arriva una email:

 

Caro direttore,  mi spiace non essere riuscita ad inviarLe il mio scritto ieri sera, spero che trovi il tempo per leggerlo e darmi un Suo autorevole giudizio, in attesa di un cortese riscontro,
La saluto con stima,

M.G (firma per esteso)

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

 Ecco il “compito” fatto  dalla nostra “giornalista per un giorno”,
giudicate voi:

STO’…ORO: capitale della farina e regina della polenta. Alla ricetta “carbonera” il trofeo di Storo 2016
L’oro giallo delle valli Giudicarie ha sfidato e vinto anche l’arrivo dell’autunno. In una giornata di brume e pioggerella  sono state 1500 le tessere vendute al pubblico per gli assaggi delle 8 ricette con polenta finalist a Storo, all’imbocco delle valli Giudicarie.

Presenze da tutte le province limitrofe, grazie anche al lavoro di attrazione turistica svolto dagli organizzatori e da amici giornalisti appassionati del Paesaggio e della storia della farina oro-rosso del granoturco Nostrano, varietà Marano.  «Molto soddisfatti per la crescita di valore aggiunto e la presenza di grandi personaggi rispetto alla prima edizione», commentano Nicola Zontini e Matteo Bonomini, della Pro Loco di Storo M2, promotrice dell’evento insieme all’amministrazione Comunale, il Consorzio Turistico Valle del Chiese e la Coop Agri90.
storo-2016-11
Il Festival della Polenta è stato aperto con il convegno «L’Oro di Storo, recupero della Storia. Un’esperienza nazionale» che ha riunito nella prestigiosa sede di Agri90 la docente Margherita Lucchin, Mina Venturelli della Fondazione Mach, il presidente del Museo della Gente Trentina Giovanni Kezich e Tiziano Mellarini, assessore alla Cultura e Cooperazione della Provincia di Trento. Un incontro che ha fatto il punto sulla storia del granoturco Nostrano di Storo, partendo dalla sua prima comparsa nella valle del Chiese nella seconda metà del XVII° secolo fino al grande lavoro degli ultimi 25 anni volute da una comunità di storesi partita con la Famiglia Cooperativa e,ora, capitanata da Vigilio Giovannelli, cuore, mente e presidente della Coop Agri90, diventata un volano economico per l’intero pianoro fra il lago d’Idro e le Dolomiti del Brenta con circa 400 ettari annui coltivati, una cura maniacale nella ricnversione di terreni e nella rotazione delle cultura.  Oggi una produzione di 11.000 quintali di Oro di Storo, fonte di reddito e di lavoro per diverse famiglie.

Domenica purtroppo il tempo era uggioso e una pioggerella ha  persistito sulla festa. Gli spaventapasseri erano in bella mostra; anche loro sono importanti per Storo perchè allontanano i corvi quando il mais è tenero.

Tanti gli stand con i prodotti del territorio: dall’itticoltura ai formaggi, dalle grappe ai biscotti di farina gialla, ovviamente di Storo. Cera anche il panettone di Agri90 fatto anch’esso fatto con la farina di polenta.

Due giovanissimi “anti-rappers” musicanti usciti dal libro di “Alice nel Paese delle Meraviglie”,  hanno allietato con le loro canzoncine popolari (Heidi, Marina, Fin che la barca va…, Goldrake, Azzurro… e non sono mancati i balli folkloristici.

Nei paioli, sotto i vari gazebo cuocevano intanto le differenti polente: della valle del Chiese, dalla carbonera (cucinata tradizionalmente con salame e burro) alla altra tipologia macafana (burro, formaggio spressa e cicoria selvatica), la cucia (con burro e formaggio di monte fuso) e quella con le patate (insieme a cipolla e formaggio), oltre alle carbonera con ricotta di Brione e la cucia proveniente da Bondo.

Per la giuria tecnica è stato difficile definire la classifica.  Alla fine l’ha spuntata per un solo punto la carbonera di Condino riuscita a prevalere sulle due regine dell’edizione 2015: la macafana di Cimego e la carbonera di Storo. Punti 72 per Condino,  71 per Cimego  e 63 per Storo. Ai polenter di Condino è stato consegnato il trofeo che richiama le pannocchie del nostrano di Storo e il classico paiolo per la cottura della polenta.

Giuria tecnica composta dal conduttore televisivo Edoardo Raspelli, Angelo Carrillo, Giuseppe Casagrande, Gianmichele Portieri,  Sara Colonna, Giampietro Comolli, Luca Turinelli e Walter Viola.

I turisti e il pubblico locale, dotati di una caratteristica ciotola, hanno potuto assaggiare “in strada” le diverse polenta direttamente dai paioli degli stand delle diverse località mescolando l’ordine del podio, decretando al primo posto la macafana di Cimego sulla carbonera dei polenter di Storo, terza la carbonera di Condino.

Un premio speciale  è andato anche alla ricetta di farina di granoturco con l’abbinamento delle patate, altro grande prodotto locale voluto dalla Coop Agri90.   Il Trofeo dedicato alla ricetta polenta-patate è andato ai polenter di Strada (61 punti) davanti alla Valle di Ledro (59,5) e a Praso (57).

Fuori gara sono state presentate altre due ricette di polenta: quella con la farina di Storo Agri 90 e il formaggio Gorgonzola cucinata dal circolo pensionati del Voi in e la versione concepì (farina gialla di Storo più panna e salame) preparata dal Gruppo Missionario.

« Esempi  delle potenzialità della polenta, non un piatto povero o un banale contorno, ma un piatto unico, ricco, completo, derivante da scambi e contaminazioni alimentari di generazioni e località curate dai cuochi-polenter. E’ anche una prova di saper conservare il cibo e non sprecare». «Senza dimenticare che la farina di polenta è priva di glutine, quindi perfetta per chi ha intolleranze alimentari. E’ un piatto-ricetta  che ha tutto il diritto di far parte della dieta mediterranea riconosciuta da Unesco come patrimonio mondiale».
Fra le diverse autorità presenti:  Giorgio Butterini (presidente della Comunità di Valle e promotore del contenitore Trentino Food Festival che raggruppa i principali otto eventi gastronomici del Chiese e delle Giudicarie), del vicepresidente del Bim Luca Mezzi vicepresidente Bim, dell’assessore Tiziano Mellarini assessore provinciale, Franco Panizza senatore, Mario Tonina, Chiara Avanzo e Luca Giuliani consiglieri provinciali e Loretta Cavalli e Stefania Giacometti assessori di Storo.

Verso sera fiato e fuochi accesi per assaggiare le prime caldarroste delle valli Giudicarie.

M.G. “Giornalista per un giorno”
inviata speciale
per Newsfood.com
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