Fida–Confcommercio: basta speculazioni stampa sui prezzi dell’ortofrutta

Dopo la diffusione dei dati Istat e la denuncia del Codacons sui prezzi di frutta e verdura dopo gelate, maltempo e speculazione sui listini, ferma presa di posizione della Federazione Italiana dettaglianti dell’alimentazione.  «Riteniamo sciocco e controproducente sollevare adesso, con toni allarmistici, una situazione già rientrata da settimane, causata esclusivamente da un problema meteorologico», dice la presidente nazionale Fida, Donatella Prampolini Manzini»

di Maurizio Ceccaioni

L’inverno 2016-2017 è stato tra i più rigidi degli ultimi decenni, ma a riscaldare l’aria non c’è stata solo la solita polemica politica, ma anche i prezzi di luce, gas e generi alimentari.

Mercato ortofruttaSe sono pochi i giustificativi per quanto riguarda i servizi legati ai prezzi dei prodotti energetici (tra i più bassi degli ultimi anni), su frutta e verdura ha inciso tanto il freddo, che ha fatto aumentare i costi di gestione delle produzioni in serra e distrutto gran parte di quelle su campo.
Quella dell’aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli per il ‘freddo’ è però una giustificazione parziale per il Codacons. Mercato ortofruttaInfatti, dopo la diffusione dei dati Istat sull’andamento dei prezzi, il 7 marzo l’associazione dei consumatori aveva diramato un comunicato stampa considerato da Fida, la Federazione Italiana dettaglianti dell’alimentazione, «Dai toni catastrofici». In particolare, nella nota contestata, ripresa da molta stampa nazionale, si sottolineava che: «Una vera e propria stangata si sta abbattendo da settimane sulle tasche dei consumatori italiani, causata da gelate e maltempo ma anche dalla speculazione attuata sui listini».
Donatella Prampolini Manzini 01Una “diffusione distorta” di informazioni secondo Fida-Confcommercio, che per bocca della sua presidente nazionale e vicepresidente nazionale Confcommercio, Donatella Prampolini Manzini, ha detto «Basta usare dati e notizie in modo non corretto, perché i prezzi sono rientrati da settimane».
Se si accusa l’Istat per aver diffuso i dati sugli aumenti dei prezzi, il mese successivo a quello della rilevazione, principalmente è il Codacons il bersaglio delle critiche, a valle delle notizie stampa comparse nei giorni scorsi.
Carlo RienziInfatti dopo la diffusione dei dati dell’Istituto nazionale di statistica, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, aveva detto che se il freddo ha molte responsabilità, sono le speculazioni che avvengono nei passaggi dei prodotti dal campo alla tavola a creare questi aumenti.
Un’accusa per niente velata. «A febbraio – ha detto Rienzi – i rincari dei listini della frutta hanno raggiunto quota +9,4% rispetto allo scorso anno, mentre gli ortaggi sono volati addirittura al +37,3%. Aumenti dei prezzi che hanno effetti devastanti per le tasche degli italiani». Secondo l’associazione dei consumatori, a parità di consumi, «Nel 2017 ogni famiglia spenderà in media 45,6 euro in più per l’acquisto della frutta e 263 euro in più per la verdura, per complessivi +308,6 euro rispetto al 2016».
ORTOFRUTTA3Per il Codacons, è per colpa soprattutto di quella filiera troppo lunga, che può arrivare fino a 7 passaggi dal produttore al consumatore, con «Prezzi che mediamente triplicano, con danno sia per i coltivatori che per i consumatori». Sulla base di questa supposizione, il Codacons ha rivolto un appello al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, perché siano adottate «Misure specifiche per calmierare i prezzi dell’ortofrutta e fermare le speculazioni sui listini», ventilando rischi per la salute degli italiani, con la probabile riduzione dei consumi di frutta e verdura.
Di tutt’altro avviso la Federazione Italiana dettaglianti dell’alimentazione-Imprese per l’Italia. Per l’associazione imprenditoriale, quella che manca è invece la chiarezza sulla diffusione di queste notizie, definite «Comunicazioni intempestive dai toni allarmistici, diffuse quando i prezzi al dettaglio del settore ortofrutta sono rientrati nella normalità da settimane».
Fida-Confcommercio, ritiene «Sciocco e controproducente» sollevare adesso, un problema superato e causato esclusivamente da un fattore meteorologico. Per la presidente Donatella Prampolini Manzini, queste «Continue distorsioni sui prezzi al dettaglio del comparto ortofrutta sono derivate anche dall’impatto negativo dei dati Istat, comunicati il mese successivo a quello della rilevazione». Infatti, precisa, «I consumatori non leggono il dato in chiave macroeconomica ma nel quotidiano e non sanno che mentre stanno leggendo, la problematica è già risolta e i prezzi sono riallineati perfettamente con quelli precedenti alle ondate di gelo».
L’auspicio della presidente nazionale Fida e vicepresidente nazionale Confcommercio, è di «Ritrovare una maturità che porti a non speculare, diffondendo in modo scorretto dati e informazioni, per la convenienza di tutti, dai produttori ai consumatori e lungo tutta la filiera».

Maurizio Ceccaioni
Corrispondente da Roma
Newsfood.com