Fiere italiane dell'alimentare e Fiere Europee

Le manifestazioni fieristiche italiane del settore food e beverage mostrano in generale indici di internazionalità bassi e dimensioni modeste in rapporto ai maggiori saloni europei del
comparto, le manifestazioni con le più elevate percentuali di espositori esteri e visitatori sono quelle specializzate su specifici segmenti, che hanno però dimensioni contenute,
anche in virtù della loro natura di mostre di comparto.

La manifestazione italiana di riferimento non specializzata e che abbraccia quindi il settore nella sua globalità, Cibus, registra invece nella media 96-04 un 11% di espositori esteri,
un 9% di visitatori esteri e una superficie media di 48mila metri quadrati netti (fonte Auma).
Spostando l’attenzione sullo scenario europeo, emergono tre saloni non specializzati che distanziano di molte lunghezze la realtà italiana: Anuga di Colonia, leader di mercato e prima
per grado di internazionalità, malgrado segnali di arretramento negli ultimi anni; Sial di Parigi, in crescita e con ottimi tassi di internazionalità; Alimentaria di Barcellona,
in forte sviluppo sulla base di tutti i parametri. Il tasso medio di internazionalità di Anuga e Sial, nel periodo 1998-2004, si colloca tra il 70 e l’80% del totale delle aziende
espositrici e tra il 40 e il 50% per i visitatori, mentre per Alimentaria il primo valore si colloca tra il 20 e il 30% ed il secondo intorno al 20%. Le ultime edizioni di queste tre
manifestazioni hanno tutte superato i 100mila metri quadrati espositivi netti (140mila per Anuga 2005).

In questo quadro, e nonostante l’eccellenza che contraddistingue il settore, l’Italia evidentemente non ha finora potuto contare su una vetrina fieristica di dimensioni adeguate alla sua
capacità produttiva e in grado di attirare in misura sufficiente buyer e produttori esteri.

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