Filù filù filù filà: Spaghetti al clarinetto, ricetta in esclusiva di Renzo Arbore per Newsfood.com

Filù filù filù filà: Spaghetti al clarinetto, ricetta in esclusiva di Renzo Arbore per Newsfood.com

 

 

Filù filù filù filà: Spaghetti al clarinetto, ricetta in esclusiva di Renzo Arbore per Newsfood.com

 

Bologna, 3 aprile 2011
Renzo Arbore sta uscendo dagli uffici della direzione di Pasta Trend, è di fretta e non vuole rilasciare interviste. Gegè Telesforo, suo fidato amico e compagno di tante, tante, tante… dica tante… avventure, lo trascina via.
La domanda di Mascia Maluta, giornalista di Newsfood.com , però lo colpisce: “Renzo, tutti conoscono gli spaghetti alla chitarra ma come si fanno gli spaghetti al clarinetto? “
(in pochi istanti nella sua mente si chiede:-“Finalmente una domanda intelligente… come mai non ci ho pensato prima? … potrebbe essere un’idea per un nuovo programma gastronomico-musicale… chissà che Newsfood non possa darmi una mano -ndr: questo l’abbiamo aggiunto noi-“)

Renzo Arbore:-“… gli spaghetti al clarinetto sono ovviamente neri, neri come l’ebano del clarinetto… vi manderò la ricetta… che ho inventato adesso, visto che la creatività non mi manca…”.

In attesa che ci invii la sua ricetta siamo andati a Foggia ed abbiamo incontrato un suo vecchio compagno del complesso jazz Parker’s Boys. E’ proprio lui che ci racconta degli spaghetti al clarinetto che preparava l’oste della storica Taverna del Gufo nel centro storico, nei pressi di Via Arpi.

La ricetta originale la sveliamo in esclusiva, in onore del 25° anniversario de “Il Clarinetto” con la quale arrivò secondo a Sanremo nel 1986.

Ecco la ricetta degli spaghetti al clarinetto di Renzo Arbore, la ricetta dell’estate per un’orchestrina di quattro elementi.

Ingredienti:
•    ½ bicchiere di vino bianco
•    1 spicchio di aglio
•    1 peperoncino fresco
•    4 lampascioni (pampasciuni o pampasciuli che sono delle cipolline selvatiche)
•    1 ciuffo di prezzemolo
•    4 cucchiai di olio extravergine di oliva
•    1/2 Melanzana nera (50 gr)
•    12  olive nere
•    1/2 bicchiere di salsa di pomodoro
•    500 grammi di spaghetti
•    500 grammi di seppioline di taglia media
•    Nero di seppia
•    Sale quanto basta
•    Pepe quanto basta

Preparazione degli spaghetti al clarinetto
Aprite il sacco delle seppie con un paio di forbici, pulite ed estraete con delicatezza le vesciche di inchiostro che mettete da parte, senza romperle. Eliminate dalle interiora la vescica marrone. Rimuovete il becco, l’osso e le cartilagini.
Lavate bene e tagliate a listerelle le seppie pulite, i tentacoli a pezzettini e tritate le interiora.

Tritate i lampascioni, il peperoncino ed i ciuffi di prezzemolo.
Tagliate a listerelle sottilissime la melanzana. Sbucciate lo spicchio d’aglio.

In una grossa padella versate tre cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungetevi i lampascioni, la melanzana e lo spicchio di aglio intero. Lasciate che l’aglio si colori un poco quindi aggiungete anche il trito di peperoncino, le olive e la polpa di pomodoro. Dopo un paio di minuti, aggiungete le seppie che farete insaporire a fuoco alto, mescolando, per un paio di  minuti.
Abbassate la fiamma, aggiungete il prezzemolo tritato e mezzo bicchiere di vino bianco. Cuocete per venticinque minuti allungando con poca acqua calda quando il vino sarà completamente
evaporato.
Versate il nero di seppia nella padella e lasciate colorare il condimento cuocendo per un minuto a fuoco vivo. Togliete lo spicchio d’aglio, spolverate con una macinata di pepe e di sale, se necessario.

Cuocete gli spaghetti, scolateli, versateli ancora al dente nella padella e lasciateli insaporire per un minuto finchè non si colorano completamente del nero di seppia.

Se necessario, allungate il condimento con l’acqua di cottura degli spaghetti.
Portate in tavola al ritmo de “Il clarinetto” e buona suonatina… se trovate una bella chitarrina!

 

Il Clarinetto di Renzo Arbore

Metti che ti presenti a una ragazza e dici, “Suono bene il clarinetto”.
Metti che lei capisce tutta un’altra cosa e ti fa subito l’occhietto.
Metti che sei un artista puro e questa cosa non fa certo un bell’effetto.
“Il clarinetto, quello che fa filù filù filù filà”.
Metti che lei non è un’artista e con la musica non prova alcun diletto:
il clarinetto si butta un po’ giù.
Non c’è emozione nè‚ soddisfazione a suonar da soli il clarinetto.
E’ uno strumento un po’ particolare che ha bisogno di accompagnamento
Ma dove sta una chitarrina per suonare insieme con il clarinetto jazz
per fare qualche pezz, per fare un po’ filù filù filù filà.
La cerco come la Titina questa bella chitarrina per far qualche swing,
mentre il clarinetto sping… così nasce un bel blues.
A-hum! A-hum! A-hum!… A-hum! A-hum! A-hum!
Senza la chitarrina non puoi far manco una canzoncina un po’ sveltina in do
e allora come fo per fare un po’ filù filù filù filà.
La cerco come la Titina questa bella chitarrina per far qualche swing,
mentre il clarinetto sping… così nasce un bel blues.
La cerco come la Titina questa bella chitarrina per far qualche swing,
mentre il clarinetto sping… così nasce un bel blues

 

Dedichiamo questa ricetta all’Associazione Lega del Filo d’Oro, che si occupa delle persone sordocieche, della quale Renzo Arbore è testimonial da oltre 20 anni.
Per l’associazione è stato protagonista di diversi spot TV e radio.

Chi volesse contribuire può farlo andando su:
www.legadelfilodoro.it

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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