Fin’Amor: il nuovo sorprendente cocktail dell’Amore

Nello splendido castello di Moncrivello nel Canavese, in occasione della manifestazione ”ANDAR PER CASTELLI”, sabato 16 settembre, tra visita al castello, cena e spettacolo, non poteva mancare anche la degustazione di un buon e ottimo cocktail, che è stato molto apprezzato da tutti i presenti !!!

Fin’Amor è il nome di un nuovo cocktail che già alla sua prima degustazione ha lasciato tutti incantati.

È sicuramente un cocktail molto particolare e strabiliante già a partire dai suoi ingredienti perché, a dispetto del senso logico di ricerca e dalle esperienze acquisite, miscela sapori a torto ritenuti non miscebili.

L’ideatrice del fin’Amor è Nicoletta Viali, Presidente dell’Associazione Culturale Nati per Sorridere alla quale chiediamo come sia nato il fin’Amor:

“Fin’Amor nasce per celebrare degnamente un evento che si sta svolgendo in Canavese con l’intento di promuovere il territorio e le sue eccellenze.

È una manifestazione itinerante in quattro bellissimi Castelli del Canavese denominata ‘Andar per Castelli 2017 ‘ e, in questa prima edizione, ha per tema ‘Trovatori e Amor Cortese. L’idea è stata di formulare un cocktail i cui ingredienti fossero viva espressione del territorio compreso fra i quattro castelli che ospitano gli eventi della manifestazione”.

Visto l’alto gradimento, vorrebbe dirci quali sono i componenti del fin’Amor?

“L’idea primaria è stata data da Laura Moreschini, produttrice di un ottimo liquore di ribes nero, il ‘Cassis Morenico’, che mi ha fatto assaggiare il suo prodotto e, conversando amabilmente, mi ha confidato il suo sogno: vedere il suo ottimo Cassis divenire ingrediente fondamentale di un nuovo cocktail.

Da quel momento in poi, ho cercato di comprendere con quali eccellenze canavesane poterlo associare.

 

 

 

Il secondo ingrediente che mi è venuto in mente è stato un vino molto particolare che avevo già avuto modo di apprezzare, un extra brut di Tenuta Fontecuore della Dott.ssa Maria Luisa Monticelli. È uno Spumante Metodo Classico Millesimato Rosè VQS ottenuto da uve nebbiolo dotato di una verve tutta sua e di un gusto veramente splendido anche per chi non ama i brut e che avrebbe accolto e armonizzato al meglio il dolce del Cassis Morenico.

Nel pensare al terzo ingrediente ho ipotizzato di inserire l’Idromele di un giovane ed appassionato apicultore Davide Blanchietti.

Praticamente tre prodotti assolutamente inimitabili che nascono in un raggio di 15 km”.

 

 

 

 

 

Qual è, a suo giudizio, il segreto insito nella perfetta riuscita del fin’Amor?

“A parte quanto già detto sugli ingredienti, so per certo che il segreto per la buona riuscita sta nelle dosi perché, a fronte delle prove effettuate, il risultato è pienamente soddisfacente e, se posso dirlo, stupefacente, solo se si rispettano con il motto del farmacista ‘peso, calcolo, misuro’ le dosi che abbiamo definito essere le migliori.

Insomma, per ottenere il risultato apprezzato, i segreti sono due: utilizzare i tre ingredienti prodotti dalle aziende nominate in precedenza e le dosi”.

 

Ancora una curiosità: perché fin’Amor?

“fin’Amor è la traduzione in occitano di Amor Cortese, tema dell’Andar per Castelli 2017 ed anche il colore del cocktail evoca l’amore con quel suo bel rosso rubino chiaro che richiama la passione spirituale cantata dai Trovatori”.

 

Ultima domanda: dove si potrà degustare il fin’Amor?

“Sicuramente nei prossimi eventi dell’Andar per Castelli 2017 che saranno tutti qui nel Canavese: il 30 settembre a Castelfiorito di Candia, il 14 ottobre al Castello di San Giorgio ed il gran finale il 27 ottobre al Castello di Pavone.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito visitargustando. com dove si troveranno anche i recapiti telefonici e mail per poter prenotare la propria partecipazione”.

 

Tommaso Chiarella

Inviato speciale
Newsfood.com

 

======Fin’Amor======

Il concetto di amor cortese appare per la prima volta nel corso del XII secolo nella poesia dei lirici provenzali che scrivono in lingua d’oc, tuttavia avrà fortuna anche nella letteratura del nord della Francia e sopravviverà nel tempo tramite il “dolce stil novo” dantesco.
L’amor cortese del trobador è un sentimento capace di nobilitare e affinare l’uomo.
Nasce come un’esperienza ambivalente fondata sulla compresenza di desiderio erotico e tensione spirituale. Tale “ambivalenza” è detta mezura, cioè la “misura”, la giusta distanza tra sofferenza e piacere, tra angoscia ed esaltazione.
Per questa ragione, anche, esso non può realizzarsi dentro il matrimonio, e l’amor cortese è quindi adultero per definizione. Esso è desiderio fisico. Si instaura fra la dama e l’amante un rapporto d’amore esclusivo, così come il poeta deve rivolgersi ad una sola dama, essa deve accettare al suo servizio non più di un amante. Nel caso in cui una delle due parti trasgredisse, allora il rapporto potrebbe cessare.
Per l’amante il marito non è assolutamente un pericolo, mentre per questi un pericolo si rivela quella cerchia di uomini che si trovano nella sua stessa posizione di “amante cortese”, poiché essi tenteranno in ogni modo di infangarlo.
Gli elementi caratterizzanti l’amor cortese sono:
• Il culto della donna, vista dall’amante come un essere sublime, irraggiungibile. In certi casi anche divino.
• L’inferiorità dell’uomo rispetto alla donna amata, l’amante si sottomette completamente e obbedisce alle volontà della donna. Tale rapporto fra i due sessi è definito “servizio d’amore”. L’amante presenta il suo omaggio alla donna e resta in umile adorazione di fronte a lei. Si tratta di un “amore-vassallaggio” in cui il rapporto tra l’uomo e la donna è simile a quello intercorrente tra il vassallo e il suo signore.
• L’amore inappagato, cioè l’amante non chiede nulla in cambio dei suoi servigi. Non si tratta però di amore spirituale, platonico, anzi si presenta con note sensuali.
• La gioia, o meglio una forma di ebbrezza ed esaltazione, di pienezza vitale, formata dall’amore impossibile, che però genera insieme anche sofferenza, tormento.
• L’amore adultero, che si svolge al di fuori del vincolo coniugale: addirittura, si teorizza che nel matrimonio non possa esistere veramente “amor fino”. Il matrimonio, infatti, spesso era un contratto stipulato per ragioni dinastiche o economiche. Il carattere adultero dell’amore esige il segreto, che tuteli l’onore della donna: per questo il suo nome non viene mai pronunciato dai poeti.
• Il conflitto tra amore e religione, scaturito dal culto per la donna divinizzata con il culto per Dio; inoltre la Chiesa condanna notoriamente il peccato dell’adulterio.

La pratica dell’amor cortese viene a svilupparsi nella vita di corte di cinque regioni: Aquitania, Provenza, Sicilia, Champagne e Borgogna. Pressappoco al tempo della prima crociata (1099) dall’Aquitania, la duchessa Eleonora, portò gli ideali dell’amor cortese prima alla corte di Francia (1137-1152), poi in Inghilterra, dove fu regina (1154-1189) e madre di due re. Sua figlia Maria, contessa di Champagne portò il comportamento cortese alla corte del conte di Champagne, Enrico I di Champagne. L’amor cortese trova la sua espressione nelle poesie liriche scritte dai trovatori, come Guglielmo IX, duca d’Aquitania (1071–1126), uno dei primi poeti trovatori e nonno della stessa Eleonora.
I poeti adottarono la terminologia del feudalesimo, dichiarandosi vassalli della donna e rivolgendosi a lei con l’appellativo lusinghiero di midons, una specie di nome in codice in modo che il poeta non ne rivelasse il nome. Il modello trobadorico della donna ideale era la moglie del suo “datore di lavoro” o sige, una donna di un rango più elevato, di solito la ricca e potente padrona del castello. Quando il marito era lontano per un impegno militare o altri affari, lei gestiva gli affari amministrativi e culturali. La donna era ricca e potente e il poeta dava così voce alle aspirazioni della classe cortigianesca, in quanto solo coloro che erano nobili potevano cimentarsi nell’amor cortese. Questo nuovo tipo di amore vedeva la nobiltà non in base alla ricchezza e alla storia della famiglia, ma nel carattere; quindi faceva appello ai cavalieri più poveri che vedevano così una strada aperta per progredire.

 

Raffigurazione dell’assedio al castello dell’amore sul retro di uno specchio d’avorio, 1350–1370 circa. Parigi, Museo del Louvre.
Poiché a quel tempo il matrimonio aveva poco a che fare con l’amore,[6] l’amor cortese era anche un modo per i nobili di esprimere l’amore non trovato nel loro matrimonio.[7] Gli “amanti” nel contesto dell’amor cortese non facevano riferimento al sesso, ma piuttosto all’agire emotivo. Questi “amanti” avevano brevi appuntamenti in segreto, che si intensificavano mentalmente, ma mai fisicamente.[8] Le regole dell’amor cortese vennero codificate in quell’opera altamente influente del tardo secolo XII che è il De amore di Andrea Cappellano, dove si legge per es. che…
Leggi tutto… https://it.wikipedia.org/wiki/Amor_cortese

 

 

Redazione Newsfood.com