Milano – Un accorato appello allo Stato affinché la smetta di fare concorrenza sleale alle Regioni in materia di finanziarie regionali tramite l’imposizione di regole
rigide contrarie al mercato e all’efficienza, lo ha rivolto questa mattina il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che, con i presidenti di Piemonte, Mercedes Bresso, e
Liguria, Claudio Burlando, ha partecipato a Palazzo Pirelli alla conferenza stampa di presentazione del primo rapporto dell’Osservatorio sulle Finanziarie regionali curato dalla Fondazione
Rosselli.

«Le Finanziarie non sono ‘carrozzoni’ – ha detto Formigoni – anzi. Non sono né inefficienti né diseconomiche, hanno invece competenze integrate tra finanza e pubblica
amministrazione che certamente sono di valido supporto per l’implementazione delle politiche regionali di sviluppo».
«Quando queste strutture sono adeguatamente gestite – ha aggiunto – rappresentano un modo efficace per contenere i costi del sistema pubblico come veicolo fondamentale per sviluppare
strumenti e soluzioni innovative a fronte del crescente fabbisogno di risorse economiche necessarie per finanziare le politiche di sviluppo in generale e di specifici settori strategici».

In generale, le società Finanziarie regionali appaiono caratterizzate da un forte controllo pubblico, determinato sia dagli assetti proprietari sia dai criteri di nomina degli organi di
governo. Dall’analisi emergono poi due modelli operativi: i primi sono orientati ad un forte contenuto di intermediazione finanziaria, i secondi, invece, operano più come erogatori di
servizi (anche finanziari) ma con un maggiore contributo alla redditività derivante da margini e commissioni.

In entrambi i casi, la Finanziarie regionali sono strumenti efficaci a complemento della politica economica dell’ente regionale. E ancora, attraverso la comparazione con le Finanziarie
nazionali e internazionali emerge con evidenza che le strutture di governo di quelle regionali (consigli di amministrazione e direzioni generali) sono meno costose sia di quelle nazionali che
di quelle europee. Un consiglio di amministrazione di una realtà regionale costa in media 196.000 euro, quello di una Finanziaria nazionale in media 705.000 e di un’estera circa 222.000.
La composizione media di un consiglio di amministrazione di una Finanziaria regionale è di 9 consiglieri quando quella di una Finanziaria estera è di circa 14; il costo medio dei
dipendenti di una Finanziaria regionale è più basso e questo non è certo dovuto ad un minor valore delle risorse o a competenze meno specialistiche e professionali. Si
passa da 75.000 euro per le realtà regionali a 80.000 per quelle estere a 89.000 per quelle nazionali.
Dunque, il progressivo snellimento delle strutture organizzative e l’economicità dei servizi offerti rendono più che soddisfacenti i risultati presentati dall’Osservatorio.

Per quanto riguarda l’esperienza lombarda, nel 1971 è stata costituita Finlombarda (una delle prime partecipate regionali); da allora molto si è lavorato per ridefinirne ruolo e
missione.
Sorta come soggetto privato destinato a operare in stretta intesa con le politiche regionali, Finlombarda è andata rafforzando il proprio legame con Regione Lombardia, sino ad assumere i
connotati di struttura tecnica di riferimento, ovvero di soggetto istituzionalmente preposto alla attuazione delle politiche del governo regionale.
Inoltre, come da indicazioni del governo regionale, sono stati volutamente contenuti i costi consiliari con la delibera sui compensi sia con la progressiva riduzione del numero dei membri del
consiglio di amministrazione che sono passati da 15 a 7 nel 1999 sino agli attuali 5, prima ancora del decreto del ministro Lanzillotta.

«Oggi – ha detto ancora il presidente Formigoni – possiamo dire di avere creato un polo di eccellenza nel panorama italiano, in particolare per quanto riguarda gli strumenti finanziari di
sostegno alle imprese, alla realizzazione di alle infrastrutture e ai servizi di pubblica utilità».
In questa direzione Finlombarda ha saputo garantire a Regione Lombardia nuovi strumenti funzionali (Finlombarda gestioni SGR) e nuovi prodotti finanziari (voucher tecnologici, fondo Seed e
fondo rotativo Obiettivo 2).
«Rendere le Finanziarie regionali sempre più capaci di svolgere il loro ruolo – ha concluso Formigoni – significa oggi dare un contributo importante all’efficienza dell’intero
sistema pubblico, nell’interesse di cittadini e imprese, riducendo, grazie ad un impiego razionale delle risorse, i costi della pubblica amministrazione e migliorando in modo significativo la
capacità di sostenere la competitività dei nostri sistemi regionali e dell’intero sistema-Paese».