Finissage della mostra “Alik Cavaliere. L’Universo Verde”

Finissage della mostra “Alik Cavaliere. L’Universo Verde”

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Date: Mon, 10 Sep 2018
Subject: ALIK CAVALIERE – Finissage della mostra “Alik Cavaliere. L’Universo Verde”  a Palazzo Reale di Milano – IEA informa

Finissage della mostra “Alik Cavaliere. L’Universo Verde”  a Palazzo Reale di Milano
Curatrice Elena Pontiggia, presente la figlia Fania Cavaliere

Finissage ieri  a Palazzo Reale di Milano della mostra Alik Cavaliere. L’universo verde, aperta il 27 giugno, un’importante antologica che ricostruisce il percorso dell’artista, soffermandosi sul tema della natura, nel ventennale della sua scomparsa.

La mostra – un progetto Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Alik Cavaliere –  ha avuto il suo cuore nella prestigiosa Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, per estendersi poi ad altre cinque sedi in un percorso ampio e articolato che ha coinvolto la città di Milano: il Museo del Novecento, Palazzo Litta, Gallerie d’Italia, Università Bocconi e il Centro Artistico Alik Cavaliere. Un grande omaggio di Milano all’artista.  Alla presenza della figlia Fania Cavaliere, presidente del Centro Artistico che dell’artista porta il nome,  la curatrice Elena Pontiggia ha ripercorso con gli ospiti  i tempi principali della mostra diffusa. “Nessun artista, nella scultura del Novecento, ha scolpito il mondo della vegetazione e, per essere più precisi, l’universo verde delle foglie, dei frutti, dei cespugli, degli arbusti, degli alberi, come Alik Cavaliere; fin dagli anni nei quali il tema natura era molto meno sentito di oggi” ha affermato.
Le opere in esposizione hanno messo  in luce le diverse fasi e tematiche dell’artista, dalle monumentali Metamorfosi dei tardi anni Cinquanta all’innovativo personaggio Gustavo B. dei primi anni Sessanta, protagonista di un racconto composito sulle tante esperienze dell’uomo del tempo, accostato a Bimecus, una valigetta “fai da te” contenente elementi in bronzo e legno, un tempo componibili anche dall’osservatore per entrare in sintonia con l’autore.

Sono emersi capolavori di straordinaria suggestione come Quae moveant animum res. Omaggio a Magritte e il famoso Monumento alla mela (entrambi del 1963); in particolare in questi due lavori l’artista riprende da Magritte il tema della mela al quale associa il pensiero di Lucrezio secondo cui la mente umana genera immagini anche irreali e la natura è vista come un ciclo infinito di nascita e morte. Dello stesso periodo si osservano Tibi suavis dedala tellus submittit. La terra feconda di frutti e Il tempo muta la natura delle cose, esposte nel 1964 in una sala personale alla Biennale di Venezia.

La visita si è conclusa  al Centro Artistico Alik Cavaliere

Fra i maggiori della scultura italiana del secondo Novecento, nella sua ricerca l’artista – padre calabrese e madre ebrea russa – ha affrontato molti soggetti, come si osserva nelle varie sedi della mostra, ma il tema della natura, nei suoi aspetti di rigoglio e sofferenza, espansione e costrizione, è il centro di tutto il suo operare. La mostra si sofferma inoltre su un tema ricorrente nella poetica dell’artista, la gabbia, quale simbolo dei limiti e delle costrizioni che incombono sull’uomo.

Foto:
– Fania Cavaliere, con il marito Pierluigi Mantini,  Achille Colombo Clerici e con la madre
Fonte:  Istituto Europa Asia
per Newsfood.com

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