Finite le consultazioni, Napolitano si prende una pausa di riflessione

«Mi prendo come si usa e come mi sento di fare una pausa di riflessione» il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a questo punto è chiamato a decidere, diversi gli
scenari possibili: può sciogliere le camere, affidare un mandato esplorativo o un incarico per un governo tecnico-istituzionale.

Le consultazioni sono durate quattro giorni, al Colle sono salite 19 delegazioni politiche, più i presidenti di Camera e Senato e i presidenti emeriti della Repubblica. Segno della
«forte frammentazione» partitica e della «situazione complicata», ha notato il capo dello Stato. Nette le posizioni politiche in campo.

Il centrosinistra, con l’eccezione dei Comunisti italiani, chiede un governo «ponte». Veltroni a Napolitano ha espresso due ipotesi: che si vada alle urne nella primavera del 2009
per fare tutte le riforme necessarie, oppure che si voti entro giugno di quest’anno per arrivare solo ad una nuova legge elettorale. Nel centrodestra, in modo compatto, tutte le forze politiche
chiedono le elezioni subito, «per dare al paese un governo immediatamente operativo» come ha detto Berlusconi. Anche l’Udc si è allineata.

Dopo l’apertura di Mario Baccini a un governo di transizione affidato al presidente del Senato Marini, il presidente del partito Casini ha seccamente corretto: «No a governicchi,
sì ad elezioni subito». Adesso non resta che aspettare la decisione del capo dello Stato e Napolitano ha già fatto sapere che verrà «motivata
pubblicamente».

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