Fiori: per Ognissanti Crisantemi Made in Versilia per “aiutare” florovivaismo locale

Fiori: per Ognissanti Crisantemi Made in Versilia per “aiutare” florovivaismo locale

Per la festa di Ognissanti e per commemorare i propri cari acquistate crisantemi della Versilia. Dopo le stelle di Natale e il ranuncolo sui cui la Versilia ha costruito una vera e propria
leadership nazionale, i crisantemi sono i tra i fiori più coltivati della costa con oltre 4 milioni di steli e circa 1 milione di piante in vaso prodotti da 65 aziende specializzate (50
per il reciso e 15 per la soluzione in vaso su una superficie complessiva di circa 170 mila metri quadrati).

La ricorrenza di Ognissanti e del 2 novembre è l’occasione giusta per “aiutare” l’economia locale che ruota attorno al florovivaismo con un occhio inevitabile al prezzo e al prodotto. Con
alcuni accorgimento sulla scelta, tempi e conservazione. A consigliare l’acquisto mirato di crisantemi Made in Versilia – la Toscana, ed in particolare la Versilia e la Valdinievole, è una
delle regioni leader nella produzione del chrysanthemum insieme a Liguria, Lazio e Campania – è la Coldiretti Provinciale (www.lucca.coldiretti.it) che mette in guardia il consumatore
dall’evitare acquisti all’ultimo minuto che, se da una parte permettono di guadagnare tempo, dall’altra possono risultare più costosi e limitati nelle possibilità di scelta.

La parola d’ordine è programmare. Anche l’acquisto del crisantemo ha la sua ricetta low-cost. E di questi tempi ogni euro risparmiato è un euro guadagnato. Nonostante la crisi e
l’aumento dei costi di produzione, i prezzi – evidenzia la maggiore organizzazione agricola provinciale – al dettaglio non subiranno rincari sensibili. Si va da un minimo di 1,50 euro a 4 euro
per gli steli, e da 4 a 10 euro se si tratta di un vaso con la variante del prezzo più o meno alto legato al tipo di contenitore.

“La produzione dei crisantemi – spiega Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti – è fondamentale per molte aziende della Versilia e per un settore da difendere e da
promuovere con ogni risorsa. Nonostante la crisi i prezzi alla fonte, quelli esercitati dalle aziende, non hanno subito alcun rincaro. Sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno. Si tratta
di una produzione localizzata proprio in questo periodo, con raccolta concentrata dal 10 ottobre al 26, e vendita immediata per le ricorrenze con destinazione mercato italiano”.

La gamma delle forme del fiore è ampia (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e con diversi colori (giallo, bianco,
fucsia). La produzione del crisantemo è sicuramente una delle tecniche più complesse del florovivaismo italiano, “basti pensare al fatto che – spiega Dina Pierotti, Presidente
Provinciale Coldiretti – che occorre programmare la fioritura, dosando le ore di buio e di luce con la copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori verranno messi in commercio”.
E dopo l’acquisto? Come conservarlo? Coldiretti consiglia per fare durare di più i fiori si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori
cogliendo, se possibile, l’occasione di ripetere la visita di commemorazione.

Ma anche di aggiungere ogni litro d’acqua un cucchiaio da caffè di varechina e 40 grammi di zucchero per conservarlo al top anche per una settimana, oppure con una dose calibrata (leggere
le indicazioni) di nitrato d’argento. Simbologie e usi. In Italia è il fiore dei defunti, in molti paesi europei quello della vita, in altri il fiori delle nozze. Sono tanti i significati
legati al crisantemo. In Giappone è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in
molti Paesi è il simbolo della vita, della forza d’animo e della pace.

Il “fiore d’oro” (dal greco chrysos, oro, e anthemon, fiore) è anche conosciuto per le proprietà terapeutiche e il suo aroma in cucina, tanto che i ricettari europei dei secoli
scorsi lo sfruttavano per frittate, pasticci di carne, per il pesce, e crudo nelle insalate. Una tendenza che si è riscoperta di recente con il boom dei fiori in cucina dove vengono
offerti piatti a base di crisantemo come il tortino di patate ai fiori di crisantemi in salsa di pecorino.

“In Italia – spiega Cristiano Genovali, Vice Presidente dell’organizzazione agricola – la cultura del crisantemo è legata al periodo di ottobre-novembre. La produzione è concentrata
per il mercato di ognissanti. Dopo questa fase la produzione si interrompe per ripartire l’anno successivo. E’ sicuramente una cultura del fiore che impedisce a molte aziende di prolungare questa
produzione che in altri paesi assorbe le aziende tutto l’anno e crea importanti redditi”. A rimarcare la contraddizione del mercato florovivaistico è il Presidente del Consorzio “Toscana
Produce”, Marco Carmazzi che sottolinea come “a fronte di una richiesta, da parte del mercato stabile in questi anni c’è stata una riduzione del prezzo alla produzione. Un segno che il
sistema mercato non funziona – conclude – e che si deve intervenire per aumentare il guadagno per il produttore. A beneficiarne? Il consumatore finale”.

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