Edi Sommariva, direttore generale FIPE-Confcommercio, ha attaccato duramente la ricerca sulla qualità dell’espresso al bar curata da Altroconsumo e dall’Istituto Internazionale
Assaggiatori Caffè (Iiac).

Dalla ricerca sugli 811 bar in 16 regioni italiane emerge che generalmente l’espresso è più bello che buono. La maggior parte delle centinaia di caffè valutati ha riportato
un voto discreto dal punto di vista visivo, ma appena la sufficienza al naso e in bocca. Non mancano certo i nove in pagella, ma neppure gli zero.

Per Sommariva la filiera del caffè porrebbe il barista in una posizione di inferiorità, per esempio costringendolo ad accettare cambiamenti nelle miscele fornite senza però
modifiche contrattuali. Secondo il direttore di FIPE-Confcommercio si dovrebbe parlare di questo piuttosto che concentrarsi su altri aspetti. «Se vogliamo soddisfare il consumatore
portando valore ed evitare la banalizzazione del cibo – ha dichiarato Sommariva – dobbiamo cercare un percorso sulla qualità nel rispetto di tutta la filiera».

Secondo Sommariva l’enfasi assoluta sul prezzo sta portando alla banalizzazione del cibo. E ciò ha chiaramente delle ricadute sul bar. «Oggi per spendere meno si accetta tutto e i
baristi si adeguano, dando i tramezzini che conosciamo perché non possono giocare molto bene la leva del prezzo», ha proseguito il direttore di FIPE-Confcommercio.
Non è mancato un duro attacco al consumerismo. «Le associazioni dei consumatori, che manteniamo tutti noi cittadini con i nostri soldi e le nostre tasse, continuano ad aizzare
contro il prezzo – ha dichiarato Sommariva – Quasi nessuna di loro fa nulla per l’educazione al percepire, al selezionare e al ricompensare la qualità».

(Carlo Odello)