Si torna a fare politica nei bar, nelle giornate decisive, in cui la campagna elettorale si fa ancora più pressante, gli esercenti iscritti a Fipe-Confcommercio stanno facendo sentire la
loro voce e lo fanno nei confronti dei partiti e dei cittadini con volantini di propaganda elettorale contenenti un messaggio su tutti: andare a votare.

«Non è astenendosi dalle urne che possiamo cambiare l’Italia – ha affermato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe – quell’Italia che ha bisogno di recuperare attenzione anche verso
la buona politica. E la buona politica impone partecipazione alla vita pubblica, condivisione delle strategie, controllo dei risultati, critica costruttiva sull’operato».
I volantini distribuiti per il tramite dei Pubblici Esercizi e nei punti delle catene associate, conterranno le ragioni dei gestori dei locali pubblici da far valere sulla classe politica e
vogliono diventare uno spunto di discussione con i consumatori, in un clima di rispetto e di un costruttivo confronto quotidiano tipico soprattutto del bar. Molte delle richieste sono le stesse
avanzate dagli italiani, come per esempio dare maggiore potere d’acquisto ai cittadini restituendo nelle loro tasche i soldi sottratti con l’aumento delle tasse; continuare nelle
liberalizzazioni iniziando dai servizi pubblici locali e consentendo anche ai pubblici esercizi di avere orari liberi di apertura e di poter vendere qualsiasi prodotto e servizio; proteggere
meglio i locali pubblici da vandalismo, violenze e usura, affinché i pubblici esercizi possano contribuire ancora di più alla sicurezza delle città; stanare i 200 miliardi
di ricchezza guadagnati illegittimamente dagli evasori totali e da chi lavora abusivamente; puntare sull’internazionalizzazione del turismo.

Le richieste di Fipe sono state inoltrate alla classe politica tramite un manifesto che i candidati premier o un loro delegato degli schieramenti elettorali dovranno sottoscrivere.
La notizia dell’approvazione delle proposte degli esercenti (e di quelle degli italiani) verrà resa nota con comunicati stampa e con un blog www.agendaitalia.net lanciato da Fipe proprio
per informare i cittadini e per invitarli a non votare quei partiti che si asterranno da questa iniziativa. «Ogni giorno 30 milioni di persone – ha concluso Stoppani – si incontrano in un
bar o in un ristorante, si scambiano opinioni, parlano anche di politica. Siamo una rete di luoghi nei quali si sviluppano democrazia e libertà d’opinione. I pubblici esercizi sono per
eccellenza una sorta di confessionale della popolazione, il luogo dove spontaneamente si creano scambi di confidenza e si percepiscono meglio gli umori della popolazione. È tempo che la
politica ci riconosca il ruolo e l’importanza che ci competono».