Lo scorso 28 febbraio, presso la sede dell’Aran, è stata firmata l’ipotesi di contratto per i dipendenti delle Regioni e delle Autonomie locali per il quadriennio normativo 2006-2009 e
primo biennio economico 2006 – 2007, scaduto da 26 mesi .
L’accordo interessa circa 550 mila lavoratori e prevede un aumento medio mensile a regime pari a 91 euro dal 1 febbraio 2007 ed altri aumenti che potranno essere erogati dai Comuni che
rispettino nei loro bilanci determinati parametri di virtuosità, fino ad un incremento dell’1,5% del monte salari.
Come per il personale delle Agenzie fiscali, inoltre, l’accordo aumenta le serie di infrazioni sanzionabili ed inasprisce il trattamento verso il personale responsabile di atti illeciti: il
licenziamento disciplinare, infatti, potrà essere comminato immediatamente ai dipendenti che saranno colti il flagranza di reati quali peculato, corruzione, concussione ed il cui arresto
sia confermato dal Gip.
Il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, ha commentato con soddisfazione l’accordo che è stato siglato e che riguarda “un comparto di importanza strategica e che comprende
professionalità di assoluto rilievo nel complessivo sistema regionale e locale”.
Anche il presidente dell’Associazione dei Comuni italiani, Leonardo Domenici, si è detto soddisfatto per l’esito delle trattative, per cui “il mondo dei Comuni ha fatto sforzi
significativi, riconoscendo un adeguato incremento economico”: “Tutto questo – ha spiegato Domenici – anche con l’obiettivo di rendere più moderna ed efficiente l’amministrazione locale
e chi in essa opera quotidianamente”.
“In una fase di difficoltà economica e politica – ha concluso il presidente dell’Associazione dei Comuni italiani – la firma di questo contratto è un segnale importante, che fa
chiarezza e dà certezze ai lavoratori”.