FIVI – A PIACENZA UN VINITALY-FIVI
500 aziende vitivinicole pure  – 15.000 visitatori da 7 regioni
Un record dei records si può definire la settima edizione del banco-mercato dei vignaiuoli indipendenti. Successo dopo successo, ma – stando a numeri e dichiarazioni – l’edizione a Piacenza risulta quella più interessante, più appetibile, più economicamente sostenuta e sostenibile, al punto che in 7 edizioni si è passati da circa 80 presenze ad oltre 500.

Una collaborazione Piacenza Expo e Fivi che grazie ad un impegno condiviso, sostenuto, spinto anche da altri e da alcuni bravi giornalisti è cresciuto sempre più, ha trovato nuovi aderenti, ha elevato il livello di partecipazione, ha saputo coinvolgere sempre più innamorati del vino. Infatti girare fra i corridoi per due giorni ha permesso di ascoltare e parlare con diversi produttori.

15.000 presenze in due giorni, oltre 3000 carrelli riempiti di bottiglie e cartoni, centinaia di persone all’uscita con due-tre confezioni di vini a testa. A testimonianza che la tipologia di evento è utile al consumatore e al produttore.

Certo i produttori sono solo ed esclusivamente di un tipo: titolari di tutta la filiera senza se e senza ma. Una specie di sindacato professionale trasversale che non guarda ai colori e alla matrici sindacali, ma solo allo status di produttore. Io non farei eccessivi distinguo fiscali fra le forme giuridiche aziendali consentite che sono indipendenti dalla filiera unica ed entrano in un contesto di tasse.

Il commento generale dei produttori è super-positivo perchè il banco-mercato consente non solo di presentare il vino, ma di vendere subito ad un consumatore particolare. Ecco il consumatore è giovane, spesso in coppia, molte donne e ragazze anche insieme, sono consumatori acculturati, la maggior parte non acquista guide, ma frequenta cantine aperte, fa diversi weekend l’anno in territori del vino, gli piace curiosare e sperimentare, eppoi c’è il consumatore maturo, esperto, conosciuto, ma sempre consumatore diretto e finale.

C’erano piccoli gruppi d’acquisto condominiali a girare fra i banchi. Molti assaggi anche senza acquisti, ma con la promessa-certezza di tornare. Ebbene difronte a questo la città di Piacenza non può restare soggetto passivo, l’ente fiera deve saper andare oltre e fornire servizi a produttori e consumatori, deve far diventare il mercato Fivi, il Vinitaly di Fivi, magari due volte l’anno e incrementare l’attrazione e l’assistenza a tutti. penso per esempio ad una serata (il venerdì) per i produttori che vengono da più lontano con la ristorazione padana in un contesto teatrale-culturale a fine di beneficenza; un pannello luminoso che si veda dall’autostrada; qualche cartello indicatore dal casello dell’autostrada; un brand di sostegno comunicazionale; il lunedì mattino riservato solo ad operatori economici; spostare in padiglione a parte la gastronomia di qualità ed elevando sempre il livello delle presenze piacentine in questo caso per abbinamenti con vini di altre regioni; una degustazione pubblica nel padiglione gratuita con un sovrapprezzo all’ingresso guidata da un grande enologo.

In più occorre predisporre pacchetti ospitalità-pernotto per i produttori. Credo che il Comune di Piacenza, PRINCIPALE AZIONISTA DI Piacenza Expo,  possa fare una riflessione sul tema. e’ l’unico evento che può favorire i consumi  di vino misurati sul mercato interno. Dai produttori occorre una attenzione e considerazione sui prezzi come pure una “visibilità” maggiore dei vini rappresentati per tipologia e vitigno.

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
Mob +393496575297

Giampietro Comolli