D: Dopo che è stata introdotta la possibilità di usare la flessibilità per la maternità, l’assenza obbligatoria di cinque mesi per il parto può decorrere
dal mese precedente la data presunta del parto, fino ai quattro mesi successivi. Volevo sapere se è possibile restare al lavoro l’ottavo mese. E che succede se subentra una malattia?

R: Si è possibile a condizione che il ginecologo del Servizio sanitario nazionale (o medico ad esso convenzionato) e, se c’è il medico competente (preposto in azienda alla tutela
della salute sui luoghi di lavoro), attestino che la permanenza al lavoro nel corso dell’ottavo mese non porti pregiudizi alla salute sia della mamma, sia del nascituro.
Lei deve presentare al riguardo nel corso del settimo mese di gravidanza domanda per godere di tale flessibilità al datore di lavoro e all’INPS: solo dalle certificazioni sanitarie
possono rilevarsi infatti le condizioni perché il datore di lavoro possa concedere la flessibilità.
Fin dal primo giorno dell’ottavo mese di gravidanza Lei deve astenersi dal lavoro, salvo appunto che abbia esercitato l’opzione della flessibilità, comprovando prima (e perciò
entro il settimo mese) che il lavoro nell’ottavo mese è compatibile con l’avanzato stato di gravidanza.

Tale prova deve essere data al datore di lavoro per poterla far continuare a lavorare per un altro mese ed all’INPS per avere la relativa indennità giornaliera. Ciò è
indispensabile specie per il datore di lavoro perché se così non facesse e le consentisse di lavorare oltre il settimo mese, senza che ci sia stata opzione per il sistema
flessibile, incorrerebbe nella sanzione prevista dal T.U. della maternità e paternità (arresto fino a sei mesi).
L’INPS con il Messaggio del 25 maggio 2007, n. 13279 aveva al riguardo chiarito che dal 25 maggio 2007, possono essere accolte le domande di flessibilità (o su un pezzo di carta semplice
o compilando il riquadro apposito contenuto nel modello Mod.Mat.), con allegate le certificazioni sanitarie che rechino una data non successiva alla fine del settimo mese e attestino la
compatibilità della gravidanza con la permanenza al lavoro fino dal primo giorno dell’ottavo mese.
Con il risultato che le domande di flessibilità, cui siano allegate certificazioni sanitarie con data oltre la fine del settimo mese, devono essere integralmente respinte, in quanto non
è compatibile una fruizione parziale della flessibilità.
Se subentra una malattia il periodo post-partum si prolungherà non per un mese intero, ma per un numero di giornate pari a quelle lavorate durante l’ottavo mese (comprese le
festività cadenti nel periodo).