Foligno: “I Primi d’Italia”

Foligno:  “I Primi d’Italia”

L’unico festival nazionale riservato ai primi piatti, si conclude domenica 27 con un grande omaggio a tagliatelle, gnocchi e pasta colorata; ma, anche, con un cooking show speciale gluten free  di Marcello Ferrarini. E tutto concentrato nello straordinario centro storico di una delle più belle cittadine umbre, Foligno.
Tutto nasce nel 1999 quando un consigliere della Confcommercio di Perugia e alimentarista di Città di Castello, Ubaldo Mangioni, “ebbe la geniale idea di   abbinare i primi piatti della tradizione italiana ai “primi” (e più noti) personaggi del mondo dello spettacolo.

L’idea fu proposta e progettata da Epta Confcommercio, che ne intuì non solo l’originalità ma anche le immense potenzialità e sinergie, portando il festival ad alti livelli”, ha raccontato Aldo Amoni, presidente di Epta, la società di Confcommercio specializzata nell’organizzazione di eventi nella presentazione, a Milano,  dell’originale  festival dedicato ai primi piatti.

Una manifestazione che ne ha fatto di strada, contribuendo anche al successo di numerosi chef che hanno calcato il palco e le cucine de “I Primi d’Italia”, portando tutta la loro esperienza e creatività, come Gualtiero Marchesi, Gianfranco Vissani, Pietro Leeman, Carlo Cracco, Alfonso Iaccarino, Claudio Sadler, Mario Uliassi.

Pure i numeri sono straordinari e di questo Amoni ne è veramente entusiasta. L’anno scorso, infatti, il festival di Foligno ha registrato 170.000 visitatori di cui il 22% provenienti dalle Marche, il 17 dalla Toscana, il 14 dal Lazio e il cinque per cento dall’estero. Mentre per l’anno dell’Expo si prevede di superare quota 200mila visitatori. Già i primi numeri, ci dice Amoni, ci dicono che il traguardo sarà superato.

D’altronde il programma della XVII edizione dell’unica manifestazione dedicata ai primi piatti e che, secondo noi, sarebbe dovuto essere uno dei leit-motive di Expo, visto il tema che l’esposizione universale milanese si è dato. Poi, pensandoci bene, forse è meglio che il festival si svolga a Foligno, per dare la possibilità a questo angolo di Umbria di farsi conoscere meglio dal popolo di appassionati di primi, un piatto che se fatto bene, può essere un pasto completo.

E l’Epta ce la mette tutta per fare le cose per bene. Già i villaggi del gusto rappresentano un’attrattiva accattivante, perché coprono tutto l’arco dell’alimentazione: pasta e riso, gnocchi fatti a mano e primi di mare, tartufo e tipicità locali, gluten free e polenta, street food e Uliassi’s pasta e spazio a sponsor come De Cecco e Rovagnati.

E poi gli chef pluristellati Mario Uliassi di Senigallia e Gennaro Esposito di Vico Equense sono i protagonisti dei master che il festival ha organizzato quest’anno. Senza trascurare i bambini, perché in cartellone c’è “primi d’Italia junior”: un festival a misura di bambino tra gioco e didattica.
Ma il vulcanico Amoni, nell’anno dell’Expo oltre a presentare il festival a Milano, ha voluto conferirgli una nuova e importante impronta, aprendolo all’ambiente con l’innovativo progetto green-friendly e alla sfera sociale, sposando il dilagante fenomeno del vegan e mettendo in atto una preziosa collaborazione con il carcere di Capanne. Infatti, i piatti vegani sono elaborati dagli chef detenuti in questo carcere perché “questa struttura è impegnata in progetti seri e di contenuto per agevolare la riabilitazione dei detenuti, valorizzando il tempo qui trascorso con l’acquisizione di nuove competenze e di una professionalità spendibile all’estero”, sottolinea Bernardina Di Mario, direttrice del penitenziario perugino.

Ancora una volta la kermesse di Foligno dimostra di avere “un grande valore, anche sociale, oltre ad essere unico e inimitabile: un evento capace di far risaltare il primo piatto, simbolo di italianità, senza trascurare il lato gourmet dell’alta cucina e dello show cooking – dice Amoni -. E, poi, la pasta e i primi piatti rappresentano la base della dieta mediterranea e dell’alimentazione degli italiani anche perché la pasta è da sempre simbolo per eccellenza di italianità, di appartenenza e del made in Italy”.

Michele Pizzillo
Inviato Speciale
Newsfood.com

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