Torino – “Quest’anno sembra che Babbo Natale sia arrivato con tre mesi di anticipo”, Angelo Burzi, capogruppo di Forza Italia in Regione, commenta con ironia gli annunci di questi
giorni, da parte di esponenti del governo Prodi, di stanziamenti che la finanziaria assegnerebbe per la Città della salute di Torino e per le celebrazioni del 2011, dedicate ai 150
dell’Unità d’Italia.

“Intanto – dice Burzi – vorrei che i piemontesi ricordassero, ma purtroppo i mezzi d’informazione non aiutano, che l’anno scorso la finanziaria “lacrime e sangue ” del governo Prodi non
portò al Piemonte neppure un euro, nonostante la presenza di cinque ministri. Non so dunque che attendibilità dare a queste sparate su fondi che la finanziaria 2008
destinerà, ma il recente passato non lascia certo spazio all’ottimismo. In realtà i ministri dell’Pd sono in campagna elettorale per le primarie, e così abbondano in
promesse”.

Sul finanziamento statale per la Città del salute osserva Burzi “è inutile strombazzare quello che per il governo è semplicemente un dovere, dal momento che si tratta di un
intervento che, se e quando verrà attuato, assume indubbiamente una rilevanza nazionale. Qui i problemi sono a monte, ovvero nel fatto che la Regione e lo stesso governo non sono ancora
riusciti a trovare un’intesa con l’Università sulla localizzazione. E’ inutile girare intorno al problema, la scelta di Grugliasco è una forzatura che i diretti interessati, in
particolare l’Università, non hanno mai accettato”.

Quanto ai fondi promessi dal ministro Rutelli per Torino 2011, “è singolare – secondo Burzi – che il vicepremier si ricordi di Torino quando è in visita in Piemonte. Mentre,
invece, quando parla ad esempio a Reggio Emilia, si dimentica che l’Unità d’Italia è partita da qui. E anche a Torino c’è qualcuno che ha la memoria corta. A maggio, quando
il governo disse di voler destinare “soltanto” 250 milioni, contro i 600 richiesti da Regione ed enti locali, ci fu una sollevazione. Ora Rutelli riduce ancora la cifra, e tutti si sbracciano
di felicità”.