Il videogioco Food Force è nato proprio per fare del bene e parlare ai giovani utilizzatori di lotta alla fame nel mondo e di solidarietà.

Progettato e finanziato dal Programma alimentare mondiale dell’Onu, Food Force (Forza Alimentare) è forse il più famoso di una serie di “serious game”, giochi elettronici che al
posto dei classici scenari di guerra con morti ammazzati e violenze sfruttano l’accattivante mezzo per insegnare, per esempio, a risolvere conflitti in modo pacifico (è il caso di
Peacemaker, un videogioco sul conflitto tra Israele e Palestina, il cui scopo è quello di trovare una soluzione pacifica alla crisi mediorientale) o a opporsi con mezzi non violenti alle
dittature (per esempio, A force more powerful).

In Food Force, scaricabile gratuitamente dall’omonimo sito (www.food-force.rai.it, per la versione in italiano), il giocatore deve organizzare aiuti umanitari in un’isola dell’Oceano Indiano
devastata da una carestia, attraverso il compimento di sei piccole missioni. Per farlo ha a disposizione uno staff virtuale formato da nutrizionisti, ufficiali logistici, direttori della
distribuzione cibo ed esploratori e deve imparare a guidare l’elicottero, paracadutare gli aiuti senza sbagliare rotta e comprare i prodotti alimentari in tutto il mondo.

Un compito non facile, ma a quanto pare entusiasmante, visto che da maggio 2005, sua data ufficiale di nascita, il gioco è stato scaricato da oltre quattro milioni di utenti Internet.
Una piccola avvertenza: rispetto a un videogioco classico, Food Force è più breve ed è essenzialmente finalizzato alla didattica e alla conoscenza del Programma alimentare
mondiale.

Qualche dato tecnico: il gioco è disponibile nella doppia versione per utenti Windows e per Mac. Il file di installazione è piuttosto pesante: con un collegamento a banda larga
occorreranno circa 30 minuti. Questo tipo di file non è compatibile con i modem a connessione remota da 56k.

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