Negli U.S.A., annualmente, sono riconosciute tra i 24 e 81 milioni di intossicazioni alimentari che possono provocare seri danni, anche letali.

La Salmonellosi è da sola responsabile di circa 2 milioni di casi.

La qualità di un prodotto alimentare dipende alla sua qualità igienico-sanitaria, caratterizzata da una bassa concentrazione microbica, assenza di agenti patogeni, insetti, muffe,
contaminanti chimici, e dalla sua qualità nutrizionale.

Il controllo della qualità degli alimenti rappresenta oggi per l’industria alimentare un obbligo che lo stesso produttore assume verso il consumatore per la garanzia dei propri prodotti
sotto l’aspetto igienico-sanitario, merceologico e nutrizionale.

Gli attuali metodi di trattamento delle derrate, spesso presentano tempi di processo prolungati e costosi che possono anche precludere la qualità nutrizionale.

Il processo di irraggiamento può essere considerato un metodo alternativo ed efficace per migliorare le caratteristiche di qualità di molti alimenti.

Il trattamento prevede l’uso delle radiazioni ionizzanti (elettroni, raggi X, raggi ) per un tempo prefissato (il tempo di esposizione è proporzionale alla dose somministrata).

Gli elettroni sono prodotti in acceleratori e sono classificati in funzione della tensione che è applicata per accelerarli.

La tecnica dell’E-Beam è pratica perché presenta il grande vantaggio di accendere o spegnere il fascio con un semplice comando, riducendo i problemi di radioprotezione.

La penetrazione del fascio è funzione della densità del prodotto da trattare ed in genere è poco profonda, è prassi comune effettuare un passaggio multiplo sotto il
fascio per garantire omogeneità di trattamento.

I raggi X sono prodotti da un fascio di elettroni da un acceleratore che colpiscono un anticatodo metallico che per effetto Bremsstrhalung, genera una radiazione elettromagnetica con frequenza
nel campo dei raggi X.

Come nel caso dell’E-beam, sono molto pratiche perché è possibile il controllo ON/OFF del fascio.

Infine, i raggi , sono prodotti dal decadimento del 60Co che emette due radiazioni a differente energia, 1.17 MeV e 1.33 MeV.

L’utilizzo di questa tecnica prevede l’adozione di strette misure di sicurezza per garantire la radioprotezione.

Infatti, questo tipo di radiazioni è particolarmente penetrante, le fonti di irraggiamento sono costituite da barre di cobalto-60 ricoperte con leghe speciali ed inserite in una
rastrelliera (rack), che è comandata da un operatore e/o computer, per essere sistemata in stato riposo, in genere immersa in una piscina a circa 6 metri di profondità che
garantisce un sicuro schermo biologico, oppure in posizione di lavoro di fronte al prodotto da trattare.

L’estrema penetrabilità di queste radiazioni, impone la costruzione di un labirinto nel quale far passare i prodotti da trattare.

Infatti, le radiazioni perdono energia in seguito a ripetute riflessioni sulle pareti del bunker (spessore dei muri di cemento armato piombato di circa 2 metri).

Le radiazioni consentono di disinfestare insetti, microrganismi e cariche batteriche responsabili dei processi di deperimento dei cibi. La tecnologia presenta numerosi vantaggi:

– permette una penetrazione totale all’interno del prodotto, anche nella sua confezione finale;
– elevata omogeneità di trattamento;
– nessuna variazione di temperatura;
– facilità di controllo;
– il processo non lascia residui tossici o nocivi all’interno del prodotto;
– immediatezza d’uso;
– nessuna variazione delle proprietà organolettiche del prodotto.
Questa tecnica è oggetto di studio e perfezionamento da oltre quaranta anni.

Infatti, è del 1961 il primo meeting internazionale dedicato esclusivamente ai dati scientifici su sicurezza e dei cibi irradiati ed ai suoi aspetti legislativi, indetto dalla FAO e WHO.

Le patate, grano e prodotti graminacei sono stati i primi prodotti ad essere sperimentati nel 1969 da un comitato di esperti della IAEA, FAO e WHO.

A seguito di circa dieci anni di ulteriori studi, nel 1980, in un meeting Jecfi di Ginevra, si afferma che l’irraggiamento di qualsiasi derrata alimentare fino ad una dose di 10KGy (10KJ
mole-1) non presenta rischi tossicologici e non richiede prove aggiuntive.

Un anno importante è il 1986 quando dopo decine di anni di studi,la FDA legalizza l’irraggiamento di grosse quantità di prodotti diversi, principalmente, frutta fresca e vegetali
con dosi prefissate allo scopo di prolungare la conservazione e la disinfestazione.

Fa seguito nel 1988, la direttiva dell’Unione Europea per il controllo dell’irraggiamento di 14 categorie o gruppi di derrate alimentari.

Negli anni successivi sono messe a punto le norme di mercato e di tutela del consumatore per la vendita di alimenti irraggiati.
Diviene obbligatorio evidenziare sulle confezioni con un simbolo unificato.

Sono una quarantina i Paesi che utilizzano, come prassi comune in maniera più o meno vasta, la tecnica del Food Irradiation.
Per quanto riguarda l’Italia, dal 1973 nel nostro Paese è permesso l’irraggiamento di aglio, patate, cipolle e, dal 1996, erbe essiccate, spezie e condimenti a base di erbe e spezie
essiccate.

È in fase di studio e successiva approvazione, un Decreto che stabilisce un’armonizzazione delle varie normative dei Paesi membri dell’UE.

Purtroppo, in Italia la presenza di una legge che tuteli e regoli l’utilizzo di questa tecnica, non ha permesso il grande sviluppo che meriterebbe questa tecnologia.

C’è ancora chi dubita e teme l’utilizzo delle radiazioni ionizzanti.

Nonostante OMS, IAEA ed ENEA, assicurino che in nessun caso questa tecnica rende i cibi radioattivi o dannosi in qualche modo, si fatica per farla accettare al grande pubblico consumatore.

Decenni di studi ed un’attività continua di ricerca sulla sicurezza dei prodotti trattati, sono una garanzia di affidabilità che questa tecnica offre al mondo.

L’importante problema dell’alimentazione sia per le popolazioni sotto sviluppate del Terzo Mondo, sia per le società tecnologicamente avanzate, costringe la scienza e la tecnologia ad
utilizzare tutti i mezzi a disposizione per vincere questa battaglia.

Sitografia
IAEA – International Atomic Energy Agency
www.iaea.org

ENEA – Ente Nazionale Energia Ambiente
www.enea.it;

FSIS – Food Safety and Inspection Service
www.fsis.usda.gov

Bibliografia
“Rivista di avicoltura” n. 4, 1995;

Decreto Ministeriale 30 agosto 1973;

“Safety of Irradiated Foods”, J. F. Diehl, M. Dekker Inc. New York (1990)

www.lswn.it