Food Made in Italy, “Nel 2018 ha trainato la ripresa italiana”

Food Made in Italy, “Nel 2018 ha trainato la ripresa italiana”

Il settore agroalimentare italiano è “l’essenza dell’economia che fa leva sul brand Made in Italy”.

Nel suo DNA, primati consolidati “Legati alla qualità dei prodotti, all’innovazione tecnologica all’avanguardia, al rispetto della tradizione, alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità”

Roberto Zanchi, presidente di CremonaFiere, commenta così i dati diffusi dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (CERSI).

Emerge così il peso dell’alimentare nell’economia italiana. Nel solo 2018, l’export di settore è cresciuto del 2,8% rispetto al 2017, con un fatturato di oltre 23 milioni di euro. Per ISMEA, peso totale del fatturato agroalimentare (132 miliardi di Euro per l’industria alimentare + 55 miliardi di Euro stimati per il primario agro-zootecnico) rappresenta l’11,3% sui 1.672 miliardi del PIL nazionale 2016.

Fondamentale il ruolo delle piccole aziende, creatrici di prodotti unici. Un Made in Italy sempre originale, legato al territorio ma capace di conquistare i mercati internazionali.

E, nel territorio, emerge il ruolo di Cremona. Secondo il CERSI, è l’undicesima provincia in Italia per valore assoluto dell’export alimentare, terza per la filiera lattiero-casearia e quinta per spinta all’export alimentare.

L’avvicinarsi di BonTà, il Salone delle Eccellenze Enogastronomiche dei Territori (10-13 novembre) è allora occasione per un focus sulla città e provincia.

Il quadro degli esperti è particolarmente positivo. Cremona e zone circostanti sono portatrici di “Esperienze privilegiate”, che toccano l’intera filiera, dall’innovazione alla promozione.

Il territorio sarebbe diventato “Un eco-sistema favorevole all’industria agroalimentare”. Dietro una questa crescita, in primis il buon lavoro di formazione universitaria e post-laurea, seguiti dalla ricerca. Da non trascurare i “facilitatori d’impresa”: soggetti pubblici o privati, che sostengono l’imprenditoria con spazi fisici, consulenze, concorsi e numerose altre iniziative utili a sviluppare una cultura d’impresa. Gli Osservatori, a servizio delle filiere con il compito di analizzare particolari fenomeni, e il sistema fieristico che sta attraversando una profonda trasformazione.

Ad oggi, CremonaFiere rappresenta un grande polo di attrazione, un grande motore per l’economia del settore e dell’intera provincia. Negli ultimi anni, ha poi assunto un “Valore aggiunto, determinato dalla necessità di promuovere, informare e creare relazioni con mezzi, contenuti e linguaggi nuovi”. Un “fare fiera” oltre l’azione tradizionale, ma parte essenziale della moderna ed efficace concezione dell’organizzazione fieristica moderna.

BonTà sarà allora un nuovo passo avanti. Per usare le parole degli esperti, sarà “Un inno ai sapori, alle tradizioni e a quei territori che hanno regalato all’Italia uno dei panorami alimentari più ricchi e straordinari al mondo”.

Matteo Clerici

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