Formazione in Toscana, più qualità con le nuove regole

Firenze – Una formazione di qualità, più aderente alle esigenze del mercato del lavoro e della realtà dei territori, pronta a captare le aspettative dei singoli e
delle aziende e le novità che si muovono nei vari settori dell’economia toscana.

Questi alcuni dei principali obiettivi del nuovo sistema regionale della formazione che si sta delineando sulla base della legge 32, il testo unico su istruzione, formazione e lavoro e in
particolare grazie alle modifiche proposte dall’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini al regolamento attuativo della legge. Il documento, ormai in dirittura
d’arrivo, punta su nuovi meccanismi di accreditamento delle agenzie formative e nuove modalità di assegnazione dei finanziamenti pubblici. In altre parole, una volta entrato in vigore il
nuovo regolamento, i soggetti autorizzati a fare formazione saranno individuati i sulla base di nuovi criteri e finanziati prevalentemente mediante procedure di evidenza pubblica. «Il
nuovo sistema di accreditamento, che abbiamo fatto passare al vaglio di enti locali e parti sociali – spiega l’assessore – punta ad inserire elementi di semplificazione per ridurre il numero
complessivo delle strutture accreditate, che oggi sono oltre 1000, promuovendone una crescita dimensionale e qualitativa. Per garantire la qualità e l’efficacia delle iniziative di
formazione viene proposto, fra l’altro, un meccanismo di punteggio che non viene assegnato una volta per tutte ma deve essere mantenuto, stimolando quindi una ricerca di qualità e un
miglioramento continui nei soggetti che fanno formazione».

Ma vediamo meglio le novità. Innanzitutto il passaggio da un sistema fondato sull’accreditamento delle sedi operative a un sistema che si basa sull’accreditamento dell’organismo (ente,
società, associazioni?), che può anche avere più sedi operative sul territorio ma una sola ragione sociale. Vengono modificati e ridotti anche i requisiti, gli indicatori e
i parametri richiesti per essere accreditati. I criteri vengono inoltre ridotti da 9 a 4, e gli indicatori all’interno di ciascun criterio passano complessivamente da 33 a 9, con un generale
ridimensionamento delle caratteristiche formali e un maggior peso dato a quelle sostanziali.

«Fra gli obiettivi che vogliamo raggiungere – dice l’assessore – anche il progressivo innalzamento della soglia di qualità sostanziale, la semplificazione e il potenziamento
qualitativo delle procedure di gestione e controllo, la creazione di condizioni che favoriscano la libera circolazione sul territorio nazionale». Per stimolare la riduzione e spingere
all’aggregazione delle agenzie formative, la Regione mette a disposizione 1 milione 600 mila euro di contributi a fondo perduto (pari a 10 mila euro per ogni agenzia che si aggrega.

Un altro cardine del nuovo regolamento è il meccanismo di finanziamento, che cambierà gradualmente da qui al 2010. In particolare entro quella data il 50% delle attività
formative sarà messo a gara, il 25% attraverso la formula dei voucher e il restante 25% attraverso avvisi di concessione.
Un ulteriore tassello nel mosaico del sistema è costituito dai nuovi standard regionali per il riconoscimento e la certificazione delle competenze ai quali la Regione sta lavorando dal
2004 e la cui adozione completa è prevista per il 2009 e per il quale la complessa e articolata proposta è da pochi giorni disponibile sul sito web della Regione.
«Questo insieme di novità – afferma Simoncini – ci permette di rispondere con strumenti adeguati alle nuove sfide internazionali nella prospettiva di un apprendimento lungo tutto
l’arco della vita». Il finanziamento delle attività di formazione è garantito, per gli anni 2007-2013 dalla nuova programmazione del Fse. Il programma operativo della
Regione Toscana prevede un finanziamento complessivo pari a oltre 664 milioni di euro in sette anni. La Regione ha deciso di finanziare la programmazione anche con risorse proprie, recuperando
in questo modo lo scarto esistente rispetto alla precedente programmazione.

Qualche dato sulle attività di formazione in Toscana
Nel periodo 2004-2006 la Regione ha approvato 29.300 interventi formativi di cui 17.000 finanziati con il Fondo sociale europeo e 2.000 con fondi statali. Accanto a questi i 10.200 corsi che la
Regione, tramite le Province, riconosce ma che sono finanziati da altri soggetti. Gli allievi iscritti complessivamente sono 267.700 di cui il 62% frequenta corsi finanziati dal Fse, il 9%
corsi finanziati con fondi statali e il 28% corsi riconosciuti. I formati sono oltre 167.200, il 58 % dei quali esce dai corsi finanziati con il Fse, il 6% da corsi finanziati da fondi statali,
il 36% da corsi riconosciuti.
Il 65% dei disoccupati che hanno frequentato corsi di formazione, a dodici mesi dalla conclusione del corso, risultava occupato. L’aumento del tasso di inserimento nel mercato del lavoro cresce
con il crescere del titolo di studio dei destinatari ed è inversamente proporzionale all’età. Infatti, i lavoratori fino a 24 anni che riescono a trovare un’occupazione al termine
di un corso sono il 71% del totale dei formati, mentre gli over 55 soltanto l’11%. Resta sempre elevata l’efficacia della formazione superiore che, accompagnata ai corsi di formazione, ottiene
risultati decisamente migliori.

Barbara Cremoncini

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