Nei giorni scorsi a Trieste è stato presentato il ricorso al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano contro la Regione Friuli Venezia Giulia perché revochi le delibere del
Consiglio regionale n° 217 del 8 febbraio 2007 e n.79, del 19 gennaio 2007, con le quali l’Amministrazione regionale ha esteso le Zone di protezione speciale sul Carso triestino e quello
goriziano per ulteriori 2.500 ettari, portando così l’intera area a complessivi 12.189,57 ettari. Il ricorso, presentato da Kmečka zveza Trst -Associazione Agricoltori Trieste,
Confederazione italiana agricoltori del Friuli Venezia Giulia,. Federazione provinciale Coldiretti Trieste, Confagricoltura Trieste e Gorizia, Comunità agraria di Trieste e le Comunelle,
Comitati per l’amministrazione separata degli usi civici della provincia di Trieste, Associazione dei proprietari privati del Carso, contesta alla Regione la violazione delle leggi 241/90 e
38/2001. Un grido di allarme che Edi Bukavec, segretario della Kmečka, Manuela Botteghi, presidente della Cia regionale, Dimitri Zbogar, presidente Coldiretti, Carlo Grgic, presidente
della Consulta nazionale, hanno lanciato per indurre la Regione a tornare sui suoi passi.

Hanno denunciato il comportamento della Regione che, senza alcuna consultazione preventiva con i residenti e le Amministrazioni locali, ha posto gravi limiti, alle potenzialità di
sviluppo delle attività tradizionali sul territorio carsico e, soprattutto, dell’agricoltura, che è l’attività economica più efficace per la tutela ambientale e
paesaggistica con l’aggravante di non aver tenuto conto della necessità di garantire tutela e sviluppo della comunità etnica slovena in Italia. I provvedimenti sono stati adottati
senza la necessaria competenza tecnica e facendo fatto propri ,senza alcuna forma di verifica preventiva, studi e documenti trasmessi dal competente ministero. Le Amministrazioni locali e la
popolazione interessata non hanno avuto modo di partecipare alle decisioni per loro di vitale importanza e di verificarne la validità.

Nel ricordare che la salvaguardia dell’ambiente è oggi uno degli obiettivi dell’agricoltura, hanno anche affermato che il modo migliore per mettere in grado gli agricoltori di assolvere
a questa importante funzione sociale è quello di concordare con le comunità locali ogni intervento che riguardi il loro territorio. Se così fosse stato difficilmente
avremmo assistito al fatto che nelle zone Zps può passare l”Alta Velocità, si possono costituire nuovi insediamenti artigianali, ma non si può costruire una stalla: un
paradosso che gli agricoltori e i cittadini fanno fatica a capire e ad accettare.

Alla conferenza stampa di presentazione del ricorso ha partecipato anche il presidente della Camera di Commercio di Trieste Antonio Paoletti, che ha assicurato il suo sostegno all’iniziativa
mettendo in evidenza gli investimenti fatti dall’Ente nel settore agricolo che rischiano oggi di essere vanificati.

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