Anche in Inghilterra, i consumatori sono molto preoccupati per la salubrità di quello che mangiano. Secondo una recente inchiesta, si è verificato, infatti, rispetto al 2000, un
aumento significativo nella consapevolezza riguardo al messaggio “5-al-giorno” (riferito alle porzioni di frutta e verdura consigliate dall’Agenzia) e molta più gente controlla le
etichette per vedere se ci sono le informazioni nutrizionali. Come negli anni precedenti, la quantità di grassi, sale e zucchero negli alimenti continua ad essere una preoccupazione per
i consumatori (il sale è stato segnalato come preoccupazione da circa la metà degli intervistati). Un numero sempre maggiore di consumatori sostiene di leggere le informazioni
nutrizionali sulle etichette degli alimenti, per controllare il contenuto di sale e di grassi, quando compra i prodotti per la prima volta. Inoltre, sempre più consumatori dichiarano di
cercare di aumentare il proprio consumo di frutta e verdura.
Sono questi i principali risultati della settima indagine della FSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare britannica) sulle I tre quinti degli intervistati richiede maggiori informazioni sugli
alimenti che compra, con la metà di questi che sostiene di far fatica a capire se un prodotto è sano dall’etichetta abitudini dei consumatori, che ha portato ad un totale di 3.513
interviste faccia a faccia, condotte tra agosto e ottobre del 2006. In particolare, dall’indagine è emerso anche che quasi la metà della gente dice di provare ad aumentare il
consumo di frutta fresca, quasi due quinti dice di provare ad aumentare la quantità di verdure che mangia e quasi un quarto dei consumatori dice di provare ad aumentare il consumo di
insalate.
. Due quinti delle persone che hanno dichiarato di fare degli spuntini fra i pasti, chiede di avere snack con frutta fresca. Tuttavia, quasi un terzo degli spuntini sono a base di biscotti o
torte e la restante parte sono di patatine fritte o spuntini salati.

** La lettura attenta delle etichette dei prodotti alimentari da parte dei consumatori, per valutare la salubrità dei prodotti che acquistano, è sicuramente un aspetto positivo,
ma che comporta grandi responsabilità da parte di chi controlla il mercato e le aziende. Le autorità, in questo senso, dovrebbero vigilare sempre più attentamente sulle
industrie, al fine di evitare messaggi pubblicitari ingannevoli che possono confondere il consumatore. Almeno per gli inglesi, l’indicazione del termine minimo di conservazione o della data di
scadenza, oggetto del Decreto Legge 7 del 31 gennaio 2007, è solo la settima preoccupazione in ordine di importanza, rispetto all’etichettatura. Più importanti risultano le
informazioni nutrizionali.

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