Gaza: nuovi raid israeliani, ancora morti. Finora più di 60 i palestinesi uccisi

Non si arrestano i raid israeliani nel nord della Striscia di Gaza, dopo che ieri numerosi attacchi hanno provocato la morte di almeno 60 palestinesi, tra cui civili e molti bambini, un raid
aereo questa mattina ha provocato altre tre vittime palestinesi, mentre nella notte è stato distrutto un edificio di Gaza City che ospita l’ufficio del «primo ministro» di
Hamas Ismail Haniyeh.

Altri due palestinesi sono stati uccisi stamane dal fuoco di cecchini israeliani nel campo profughi di Jabalya, ma la notizia non ha ancora conferme ufficiali. E mentre il presidente
palestinese Abu Mazen sospende i colloqui di pace con gli israeliani, dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riunito d’urgenza arriva l’ennesima condanna dell’escalation di violenza e
l’ennesima richiesta che israeliani e palestinesi cessino immediatamente gli scontri.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito «eccessivo» e «sproporzionato» l’uso della forza da parte di Israele nella Striscia di Gaza. Il
ministro israeliano della difesa Ehud Barak ha replicato che i raid sono necessari per difendere Israele dalla pioggia di razzi lanciati dai miliziani di Hamas e non ha eslcuso una vasta
operazione militare via terra, un’ipotesi definita «reale e tangibile».

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