Per piacere, per dieta, per sorridere. Il gelato lo si consuma sempre, per mille motivi diversi che vanno dal puro piacere del palato, al desiderio di sentirsi meglio con se stessi.
Già perché, stando a recenti studi condotti dall’Università di Amsterdam e dall’Istituto di Psichiatria di Londra, esiste davvero una relazione fra gelato e maggiore
felicità.
Certo, detta così pare un po’ azzardata la cosa e comunque infondata, ma pare invece che esistano dimostrazioni scientifiche delle proprietà ‘distensive e rasserenanti’ della
specialità amatissima dagli italiani.

Grazie al programma messo a punto dagli esperti, in grado di mettere in correlazione le espressioni del viso con le emozioni che le determinano misurandone le varie intensità, è
stata stilata una classifica degli alimenti più capaci di regalarci un sorriso.
La ricerca ha analizzato i volti di oltre 300 volontari e i risultati hanno evidenziato che quando gli italiani mangiano un gelato, il loro volto esprime un livello di felicità pari
all’86%, un dato ben al di sopra della media dei Paesi europei che si attesta intorno al 64%.
Durante il test sono stati misurati anche i livelli emozionali indotti da altri alimenti come ad esempio mordere una mela o assaggiare uno yogurt, in questi due casi gli italiani hanno assunto
un’espressione “neutrale”, mentre nella classifica degli alimenti esaminati all’ultimo posto si piazza la barretta di cereali, che ha fatto registrare un valore di “rabbia” pari al 26%, segno
di trattarsi di un alimento poco gratificante.

Un alimento sano e nutriente, dunque, con un’proporzione tra proteine, carboidrati/zuccheri, grassi che lo rende ideale anche nelle diete dimagranti come pasto principale o, in porzioni
ridotte, come dessert per gratificare il palato dopo un pranzo o una cena un po’ insipidi. Nessun senso di colpa, le calorie sono davvero poche.

Tutti lo amano e nessuno se lo nega.

Proprio nessuno, dato che anche al Senato, adesso, i nostri politici vogliono il gelato nella bouvette.
E lo desiderano così tanto da mettere la propria richiesta, sostenuta da un nutrito gruppo di parlamentari, nero su bianco in una lettera rivolta ai questori di Palazzo Madama.
A farsi portavoci dell’istanza, Rocco Bottiglione e la senatrice prodiana Albertina Soliani.
Dopo le settimane gastronomiche, i corsi per sommelier, i prodotti agricoli di qualità certificata e le specialità regionali, Buttiglione e la Soliani, in fondo, non sono
inadeguati e la svolta eno-gastronomica delle nostre istituzioni passerà anche, ovvio, per il dessert.

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