Biella – Venerdì mattina, 22 marzo, l’assessore provinciale alle politiche sociali Flavio Como ha aperto i lavori del convegno «Generazione a rendere»,
quattro incontri per le politiche giovanili in programma oggi e domani nella sala conferenze del museo del territorio, a Biella, organizzati nell’ambito del piano locale giovani.

Temi: Informagiovani, Piano locale giovani, le (giovani) radici spirituali dell’Europa, la Partecipazione, suddivisi in quattro diversi seminari.
Nella sua introduzione, Como ha definito questi lavori «un prestigioso e prezioso appuntamento dal quale si potranno trarre elementi utili di conoscenza e riflessione per crescere
insieme, ognuno sviluppando, grazie al confronto e all’ascolto, le proprie competenze e sensibilità».

Como ha poi parlato di «una comune prospettiva di promozione e sviluppo di politiche giovanili ben radicate nelle realtà territoriali, coerenti con le effettive aspettative ed
esigenze delle nuove generazioni».

Le politiche giovanili, nonostante gli sforzi del governo uscente (il primo che ha istituito un ministero apposito), «vivono una condizione ancora esplorativa, di approccio multiforme e
trasversale. In assenza di una legge nazionale cui ispirarsi, il riferimento sono i criteri espressi nel Libro Bianco sulla Gioventù dell’Unione Europea (2001): apertura, partecipazione,
responsabilità, efficacia, coerenza» ha aggiunto l’assessore. E ancora: «Un contesto dove è difficile, per gli amministratori pubblici, integrare le competenze e gli
strumenti normativi esistenti, definire strategie, programmi, progetti e ottimizzare le risorse necessarie».
Con un parallelo tra il passato e il presente, Como ha poi parlato di una società contemporanea «in profonda crisi identitaria, culturale, valoriale, colma di forti contraddizioni
e incapace di dare risposte efficaci alle attese, alle speranze e ai sogni.

Questo è il tempo in cui si impone la logica dell’offerta che genera la domanda, non viceversa; della mercificazione dei valori, per cui, paradossalmente, il desiderio diventa bisogno,
il bisogno diventa diritto».

Un altro passaggio è dedicato ai mutamenti demografici che, a livello europeo ma particolarmente nazionale e locale, impongono provvedimenti normativi fondati sulla coesione sociale e
sullo sviluppo delle comunità. Ha detto Como: «È questo il fronte sul quale vengono delineati gli orientamenti strategici comunitari, anche in relazione all’impiego dei
fondi e degli strumenti messi a disposizione dei programmi di aiuto nazionali e regionali». Citando come esempio il tema dell’incremento dei livelli di occupazione delle donne e dei
giovani insieme a un ventaglio di opportunità che, oltre al lavoro stabile include la sicurezza abitativa e l’accesso al credito.

Le politiche giovanili nel Biellese «necessitano una pianificazione, la definizione di Piani Locali Giovani Provinciali per prevenire, o almeno contenere, lo spopolamento delle valli e la
«fuga» dalla città, ma anche per promuovere e valorizzare l’integrazione tra una preziosa risorsa come l’Università e il sistema economico e produttivo locale».
Ma come di una risorsa Como ha descritto anche le nuove generazioni di immigrati: «Un elemento essenziale per la promozione di percorsi di civile e costruttiva convivenza».
I giovani «devono essere protagonisti e non semplicemente destinatari dei programmi e dei progetti che li riguardano. Ciò rende possibile e valorizza il rapporto
intergenerazionale, come pure quello con il sistema sociale nel suo insieme: ad esempio il rapporto di reciproca conoscenza e fiducia tra il mondo giovanile e le istituzioni, che – a livello
locale (mi riferisco in particolare alla nostra realtà provinciale) – può dare buoni frutti sul piano di progettualità partecipate e condivise».