Genova, Museo del Mare: il mitico sottomarino 518 Nazario Saurio

Genova, Museo del Mare: il mitico sottomarino 518 Nazario Saurio

“Prima Mensa ! Prima Mensa !” grida l’altoparlante ed è il turno per il primo gruppo di marinai per mangiare.

Dopo 20 anni di attività militare il più grande sommergibile italiano S-518 Nazario Sauro diventa la prima nave-museo in Italia visitabile in acqua.

Questa importante novità si integra con il Galata Museo del Mare il più bel museo marittimo in Italia che vanta un’offerta museale tra le migliori In Europa.

Prima di visitare il sommergibile il visitatore partecipa a un pre-show all’ interno del museo dove ci si informa sulla vita dei sommergibilisti e si può giocare ed entrare nella
realtà virtuale dei sommergibili.

Alla fine di questo percorso interattivo viene rilasciato un diploma da sommeriblisita e inizia la vera visita sul Nazario Sauro.

Il percorso interattivo del pre-show è piacevole ed istruttivo e ti fa apprezzare la vita dei marinai attraverso video che ricostruiscono minuziosamente con testimonianze originali come
si svolgeva una giornata tipica.

I video sono fedeli finctions realizzate con gli attori del Teatro Stabile di Genova che descrivono il lavoro del macchinista. Si possono provare il periscopio, i lettini dove dormivano i
marinai salire sulla torretta di avvistamento, e dopo tanta eccitazione finalmente si scende alla Darsena per salire a bordo dell’ S-518.

Si entra scendendo dalla poppa del sommergibile con dei caschi protettivi dotati di audio guida. La poppa è la zona dove sono localizzati i propulsori e ci si accorge subito in questo
magico clima fatto di rumori odori di oli e macchinari potentissimi che siamo entrati in un mondo davvero unico. Si prosegue per la porta dei Termici e i tre grandi motori sembrano andare in
funzione ma sono solo condizionati per dare una ricostruzione realistica senza molestare il visitatore.

Oltre la sala macchine il clima si fa più ovattato, discreto interrotto dal marconista di bordo che, ossessivamente a navi in ascolto ripete il suo messaggio: “Qui India Alfa November
Sierra passo.” A destra ci si affaccia in un alloggio con otto cuccette strettissime: è l’alloggio Marescialli.

La visita prosegue lungo uno stretto corridoio e dal basso arrivano le voce dell’ equipaggio, è la guardia franca che sta andando alla sala mensa dove si svolge la vita sociale del
battello. “Prima Mensa ! Prima Mensa !” grida l’altoparlante ed è il turno per il primo gruppo di marinai per mangiare.

Lasciata la sala mensa si prosegue e si entra nel cervello del battello: la Camera di Manovra.

Da qui giungono i segnali elettrici per tutte le parti del sommergibile ci sono i due periscopi, i radar, la timoniera ma la più affascinante è il Sactis la stazione che raccoglie
le informazioni operative e indica i potenziali bersagli sugli schermi. Si passa davanti al Quadrato Ufficiali e si può osservare che c’è del caffè mentre il comandante fa
un briefing con i suoi collaboratori.

Si apre poi uno sportello, verticale, stretto e basso: è l’ ordinata 36. Attraverso questo si passa all’ ultimo ambiente e si viene investiti subito da un rumore metallico.

“Ping! Ping! Ping!” il suono che tutti i sommergibilisti temono e vuol dire che sei stato scoperto da un ostile o qualche ordigno ti sta dando la caccia.

Si prosegue sul lato sinistro e si vedono i gabinetti e le docce molto spartani e freddi. Ed ecco i mitici Tubi Lancia Siluri che alloggiano siluti MK48 con testate di tritolo ad alto
potenziale. Insomma questa bella visita si conclude raccontandoti la vita ai limiti dell’impossibile dei sommergibilisti e forse rendendoti più consapevole di altre esperienze diverse
dalla tua.

In occasione dell’inaugurazione del sottomarino il 30 Maggio 2010 abbiamo intervistato il Direttore del Galata Museo del Mare Pierangelo Campodonico:

  1. Direttore come è nata l’ idea di portare il sottomarino 518 Nazario Sauro al Museo?


L’ idea è nata ascoltando i visitatori. Io sono diventato direttore del museo nel 1988 e nel 1996 abbiamo iniziato a intervistare i visitatori per rinnovare il nostro museo. Abbiamo
chiesto quale tipo di nave volevano visitare e la preferenza è andata al sottomarino.


L’ iter burocratico e logistico per finalizzare il progetto è iniziato con i primi contatti con la Marina Militare che ha gentilmente donato il sottomarino al Museo. Quindi solo dopo
numerose verifiche di fattibilità, garanzie finanziarie e scientifiche abbiamo avuto il benestare del Comando della Marina Militare.

  1. Questo ambizioso progetto è durato circa 12 anni prima di diventare realtà, qual’è stata la maggiore difficoltà incontrata?


La fase più complessa è stata quando abbiamo iniziato le lavorazioni sull’imbarcazione che sono durate circa 4 anni. Il sommergibile non era più in uso da qualche anno e
aveva bisogno di una radicale ristrutturazione, un lavoro certamente difficile che ci ha più volte messo in difficoltà e in dubbio su se valeva la pena ristrutturarlo, e continure
con l’ impresa. Abbiamo fatto un vero e proprio atto di coraggio investendo tempo e risorse pur non avendo sicurezze sul successo finale.

  1. C’ è una stima sulle potenzialità che il sottomarino potrà portare in termini di pubblico?


Stimiamo e speriamo circa tra il 15 e il 25% di visitatori in più. Attualmente il Museo del Mare fa 175,000 visitatori all’ anno e speriamo di arrivare a 200,000.

  1. Visto i buoni risultati ottenuti in termini di visitatori per il museo e le mostre congiunte, quale pensa sia la ricetta del vostro successo?


Da qualche anno noi ci siamo differenziati dai musei tradizionali con un approccio di strategia commerciale e di marketing diversa. Il museo tradizionale chiede in prestito opere ad altri musei
per allestire mostre temporanee che poi dopo tre o sei mesi vengono demolite, mentre noi abbiamo deciso di investire le risorse nel museo in modo quasi permanente. In particolare noi creiamo
dei nuovi spazi nel museo che rimangono per periodi più lunghi fino a cinque o sei anni e rinnovano sensibilmente le nostre mostre. In questo modo riusciamo anche a fidelizzare il
visitatore che poi ritorna a visitare il nostro museo dopo qualche anno perchè abbiamo un museo totalmente nuovo.

Andrea Scappini
Newsfood.com

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