“Gente di Ciociaria”, un libro ricchissimo di immagini, di storie e documenti

Frosinone – «Gente di Ciociaria» è il volume che raccoglie un’indagine particolareggiata sulla gente del posto, a cui nel 2002 è stato dedicato ad
Arce un Museo, istituito dalla XV Comunità Montana «Valle del Liri», sotto gli auspici della Regione Lazio e dell’Unione Europea, per colmare nell’area la mancanza di una
struttura di vocazione demoetnoantropologica.

Il libro vuole evidenziare la necessità di rileggere la storia non solo dei grandi personaggi, ma anche le storie e le condizioni di vita della gente comune, contadini, pastori e
boscaioli, che nei secoli passati hanno popolato il nostro territorio. Domani, giovedì 28 febbraio nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Provincia alle ore 16,30, l’Assessore
alla Cultura della Provincia di Frosinone Danilo Campanari ed il prof. Dino Giovannone, presidente della XV Comunità Montana «Valle del Liri», introdurranno la presentazione
del volume. Parteciperanno all’incontro l’arch. Daniela Contino, che fino a qualche mese fa ha coordinato le attività culturali della Regione Lazio nel campo dei Musei, gli autori del
libro, Ugo Iannazzi ed Eugenio M. Beranger, ed il prof. Pietro Clemente, docente di Antropologia culturale all’Università di Firenze.

L’evento sarà allietato dall’esibizione di Fulvio Cocuzzo, che presenterà musiche e canti popolari ciociari.
Il volume di Iannazzi e Beranger (la prefazione è del prof. Pietro Clemente), presenta nelle sue 500 pagine una ricca raccolta di bellissime immagini a colori, nella maggior parte
inedite. È nato per far conoscere, mediante un grande apparato di documenti, i temi di ricerca su cui fonda l’omonimo Museo antropologico, sorto quattro anni fa nella città di
Arce, che punta essenzialmente ad una comunicazione di tipo iconografico.
Attingendo agli archivi, alle biblioteche, alle cronache, all’iconografia ed ai racconti soprattutto di viaggiatori stranieri ed italiani in un periodo che va all’incirca dal 1750 al 1950, in
12 capitoli vengono presentati argomenti di notevole interesse, relativi alla storia e alle storie dei nostri pastori e contadini.

Per gli autori è stata un’occasione per aprire nuove possibilità di ricerca sulle condizioni di vita, sui valori, sulle vicende storiche e sociali vissute dalla gente ciociara
all’interno dei territori ed ambienti di nascita o di trasferimento, affrontando in modo molto ampio lo spinoso problema della definizione del concetto territoriale di Ciociaria, i rapporti
conflittuali tra i contadini e la borghesia, la descrizione della Ciociaria nelle pagine di importanti poeti e scrittori ed inoltre le condizioni alimentari ed abitative, la durezza delle
migrazioni locali e dell’emigrazione fuori nazione, la povertà ed il rischio di morte, le credenze popolari e le pratiche religiose ed infine i «mestieri del riscatto»,
quelli delle balie e delle modelle.

Al pari del Museo di Arce, che non espone oggetti concreti del vissuto popolare, che ci parlerebbero solo indirettamente della gente, ma presenta altri beni più diretti, definibili
«immateriali», perché visivi, testuali, sonori, testimoniali, descrittivi, il libro mette al centro dell’attenzione gli uomini e le donne della Ciociaria, come personaggi
dotati di un pensiero, di una intenzionalità, interpreti della loro storia, talvolta sopraffatti da condizioni di vita e di sfruttamento molto pesanti, ma che hanno trovato nel carattere
e nella sfida la capacità per non soccombere.

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