Geotermia, Martini media

Firenze, 2 Luglio 2007 – Ai 140 cittadini seduti si devono aggiungere quelli in piedi ai lati, quelli fuori e lungo la scalinata esterna. Venerdì sera non sarebbe caduto a terra
uno spillo nella sala del Popolo dove, presente il presidente della Regione, Claudio Martini, si è svolto l’atteso dibattito pubblico sulla geotermia. ‘Il documento che la
Comunità montana ridiscuterà prossimamente dopo la pausa che ci siamo presi proprio per parlarne con il presidente Martini – ha detto il presidente dell’ente montano Giovanni
Alessandri – non è un via libera alla geotermia.

L’unico via libera che diamo è quello al monitoraggio H24 su emissioni, impatto sull’uomo e l’ambiente, depauperamento e inquinamento dell’acqua, sismicità; senza dimenticare
serie indagini epidemiologiche. Laddove venisse alla luce che ci sono rischi reali, non solo siamo per bloccare i nuovi impianti, ma per chiudere anche quelli esistenti’. Martini cogliendo
subito la sollecitazione ha inaspettatamente preso il microfono e detto: ‘Vi assicuro che non c’è nessuna visione di una geotermia per forza e nel condividere il quadro di garanzie
richiesto, mi prendo l’impegno personale di attivare esperti per approfondire le questioni’ Una dichiarazione importante che però solo fino a un certo punto ha bagnato le poveri della
disputa, che difatti si è snodata lungo il canovaccio solito, quello di un film di guerra.

Una sfilata di facce più o meno note (tra cui il professor Borgia) e di concetti che, nel caso dei contrari allo sviluppo geotermico, sono stati farciti con dati abbastanza inquietanti,
anche questi ormai noti, su inquinamento atmosferico e acqua. Gli esponenti dei comitati ambientali (Niso Cini e Cinzia Mammolotti) hanno attaccato Martini per il decreto regionale con il quale
sono state recentemente prorogate a Enel, senza alcuna procedura di Via, le concessioni di sfruttamento del campo geotermico di Bagnore. Inoltre hanno proposto una petizione per far sì
che ad essa siano revocati i certificati verdi, ovvero le sovvenzioni pubbliche sulle energie rinnovabili, senza le quali, probabilmente, Enel non avrebbe nessuna convenienza a costruire nuove
centrali.

Su questi nodi si dicono disposti a ricorrere perfino alla Magistratura. ‘Divisioni così accentuate – ha detto Martini – non producono capacità di intervenire. Ognuno deve fare la
sua parte. Non è bene quando si finisce per fare il tifo per questo o quello studio. Come per il rigassificatore di Livorno, dunque, prima di andare avanti mi impegno a mettere tutto in
mano a scienziati internazionali, che non suscitino dubbi. Al contempo dico no a chi invoca il principio di precauzione per fermare gli impianti esistenti: non è fattibile, anche
perché gli indirizzi europei indicano la geotermia come risorsa alternativa’.

Le conclusioni di Martini hanno dato anche ai più oltranzisti la certezza che la nuova centrale Bagnare 4, almeno per ora, non si farà. E’ già un risultato.

Leonardo Savelli

www.regione.toscana.it

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