Giampietro Comolli: Eataly Piacenza? Finalmente una cosa concreta per il nostro territorio

Giampietro Comolli: Eataly Piacenza? Finalmente una cosa concreta per il nostro territorio

Oscar Farinetti 27 settembre 2014

Eataly apre a Piacenza il nuovo mega store di circa 2000 mq su due piani, negozio e ristorante. Farinetti  ha scelto Piacenza centro-città. Martedì 30 settembre ore 10 inaugurazione alla Cavallerizza ( via Stradone Farnese) con 4 ristoranti, ognuno dedicato a una tipologia di gusto e scelta ( dalla carne al pesce, dalla pasta alle verdure) , un bar, pasticceria, gelateria, focacceria, prodotti secchi e freschi. Un bazar dedicato a tutti i prodotti delle provincie italiane, alle tipicità locali.
Dopo Milano dedicata alla musica e Firenze al rinascimento, Piacenza una delle ultime location in Italia, è dedicata ai prodotti enogastronomici dei territori provinciali, delle diversità produttive, di nicchia. A Piacenza ci sarà anche un’area didattica con corsi di educazione alimentare, gratis per i pensionati e per i giovani.

Il patron Farinetti  ha sempre punzecchiato i piacentini dato che nel lontano 2004 proprio a Piacenza , in uno studio di professionisti, fu scelto nome e logo. Quindi una conoscenza di lunga data per Farinetti: “Avete grandiosi prodotti alimentari con storia antica e moderni, ma pochissimo conosciuti. Troppi orticelli, difficoltà a fare promozione e valorizzazione insieme di alto valore aggiunto, il marketing territoriale, senza scelte e decisioni, non porta frutto. Sono le persone valide che fanno il successo di un territorio, e Piacenza ha alcuni tecnici molto noti e preparati. La sede di Piacenza occuperà più di 100 giovani ” . ( per altre dichiarazioni vedi www.earaly.it/piacenza –   www.piacenzasera.it )

A un piacentino doc, recentemente intervistato da Stefano Lorenzetto su Il giornale per Tipi Italiani e da diversi altri quotidiani nazionali, Giampietro Comolli, grande esperto e tecnico enogastronomo che ha girato cantine e ristoranti  del mondo in 35 anni, chiediamo un parere sull’apertura di  Eataly Piacenza e sull’iniziativa di  Farinetti: “Mister Oscar ha ragione, bisogna avere coraggio per far emergere un distretto produttivo, soprattutto in Italia dove tutti hanno cose buone. Piacenza deve fare squadra trasversale fra alimentare e cultura, gastronomia e turismo, le imprese devono unire spese e progetti, tutti devono spingere per un brand unico identitario di luogo-prodotti-valore. E’ profondamente inutile e insignificante la richiesta fatta a Farinetti dai produttori piacentini di avere il 30-40% di prodotti piacentini sul totale di quelli presenti a Eataly-Piacenza. E’ più logico spingere per essere presenti negli outlet di New York, Istanbul, Dubai, Roma, Tokio. Eataly Piacenza cade a fagiolo per Expo Milano.

Finalmente una cosa concreta per il territorio piacentino: una grande vetrina e mercato di un brand già ben posizionato nella testa dei consumatori medio-alti, lo store può assumere anche la funzione di attrazione turistica e gastronomica se ben integrato e supportato da altri interventi di comunicazione. politici e imprenditori, giornalisti e pubblicitari  si riempiono la bocca della parola Expo senza fare nulla, senza proporre qualcosa di concreto e realizzabile.
Piacenza è sul fiume Po a 50 km da Milano, posizione strategica e facilmente comunicabile, rappresenta da sempre la biodiversità a tavola per la variabilità vegetale e animale coltivazioni e allevamenti, fino al XVI° sec (per 10 secoli) le corti monastiche e le abbazie piacentine  pavesi, lodigiane e parmensi) hanno puntato alla conservazione del cibo come tutela da guerre, carestie, fame: da qui nascono salumi insaccati, pesci secchi, conserve in scatola, miele, formaggi a pasta Grana.

Piacenza  segna ancora oggi l’incrocio fra la dieta mediterranea, patrimonio Unesco, e una alimentazione continentale più orientata alla carne e al burro.
Eataly Piacenza è  il fulcro attrattivo per un distretto emiliano-lombardo verso Expo. Spero che prenda piede, fra chi ha le leve decisionali piacentine, un sano realismo; è ora di dire basta a parole e progetti megagalattici senza ritorno per i piacentini e per il territorio”.

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O.V.S.E.-C.E.V.E.S. Founder&Chairman
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