Giampietro Comolli (UnPoxExPo2015): il turismo in Italia … 217 giorni all’alba di Expo 2015

Giampietro Comolli (UnPoxExPo2015): il turismo in Italia … 217 giorni all’alba di Expo 2015

Giampietro Comolli ci ha parlato dei buoni risultati della sua struttura di incoming UnPoxExpo2015  e ci ha anche fatto un quadro chiaro e veritiero sulla situazione disastrosa che il comparto turistico italiano è costretto a subire da diversi anni. Ancora oggi si sta “navigando a vista” con sprechi di risorse indescrivibili.
Se non ci svegliamo, prima o poi succederà che qualcuno, invece della Fontana di Trevi (come fece Totò) venderà veramente tutto il patrimonio artistico e culturale della nostra bella Italia … sempre che non sia già tutto ipotecato! (Lo sapevate che la maggior parte dei beni artistici e culturali della Sicilia sono di proprietà del Demanio Siciliano e non del Demanio Italiano?)
Vediamo ora cosa dice Giampietro Comolli (io lo candiderei alle prossime elezioni come Ministro dell’Economia Turistica, con ampi poteri di mandare in vacanza i “batti canna” … tanto sono sempre in vacanza ugualmente!
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
newsfood.com

Milano, 26 settembre 2014

Giampietro Comolli, lei è l’ideatore del Progetto UnPox ExPo2015, mancano esattamente 217 giorni all’apertura della vetrina internazionale che, per sei mesi, sarà la meta più ambita da tutto il mondo. Ci risulta che abbiate già molte richieste e che le prospettive di incoming siano decisamente rosee, ci vuole fare il punto?

Ha ragione Giuseppe Sala, quando ribadisce la totale assenza di una strategia turistica nazionale. Il commissario unico Sala è stato lungimirante nel 2012 quando ha concesso il patrocinio nazionale e internazionale al progettounpoxexpo2015.org proprio perché punta a fare rete e sistema fra settori diversi, orientato alla domanda turistica globale, attento alle richieste di un target mirato, costruito per sostenere l’attrazione Expo-BelPaese.

E’ così che nacque l’idea di un #fuorisalone lungo il fiume PO, una area vasta, ma ben definita sulla mappa grazie al percorso “bleu” del fiume. Recentemente Sala ha mutuato  i temi e gli scopi di  unpoxexpo2015.org  dicendo che ExpoMilano ha una valenza espositiva, attrattiva, comunicativa e non commerciale, che il caos di sigle e portali, le indecisioni sui Bronzi di Riace non fanno bene, ma Expo rappresenta un motore di arrivi e presenze fondamentale per il rilancio del turismo. Non fare sforzi di aggregazione vuol dire sprecare una immensa occasione.  Parole gratificanti per unpoxexpo2015.org.

E’ dal 2010 che unpoxexpo2015.org  contatta nel mondo Operatori Turistici, Compagnie e Agenzie e promuove una offerta turistica legata alla Food Valley Italiana. L’Italia – secondo unpoxexpo2015.org ®© – doveva cogliere la occasione di Expo per ri-fondare la strategia turistica italiana. Il turismo era ed è il vero business durante Expo, prima e anche dopo,  per tanti territori. Purtroppo tutti hanno pensato solo a costruire il sito Expo, mentre era d’obbligo puntare su progetti territoriali e costruire pacchetti turistici ad immagine e somiglianza dei nuovi turisti globali e mondiali, dei nuovi paesi Bric.

L’Italia sta perdendo una grande occasione. Il turismo mondiale muove flussi e sistemi diversi dallo standard operativo locale italiano. Nel 2013 gli europei hanno speso 243 mld/euro per i travel-on-line; su 21 mld/euro spesi dagli italiani sul web, solo 7,2 sono andati per viaggi e vacanze. Una % non proporzionata ai dati quantitativi del turismo in Italia che vale 160 mld/euro, seppur in calo (-5%) il numero dei pernotti rispetto al 2012. Il turismo vale il 10,3% del Pil nazionale ( pari al 17% con l’indotto), ma l’Italia figura al 101° posto per uso delle telecomunicazioni nel comparto BtoB turistico.L’Italia da 10 anni perde posizioni nelle graduatorie turistiche: oggi è al 15° posto.
La bontà della regionalizzazione delle strategie, senza un riferimento nazionale, è stato vanificato. Carrozzoni burocratici e doppi ruoli hanno ingessato tutto il sistema, un Paese come l’Italia non ha rappresentanti del turismo all’estero in ambasciate, uffici Ice e Consolati che hanno un costo per lo Stato.  “Un ministero e un Ministro forte è indispensabile – dice Comolli. Non si possono buttare 40 milioni in 10 anni di soldi pubblici per nulla. Enit commissariata, debiti e problemi legali per Italia.it, nessun vantaggio per le imprese turistiche. Il sistema vacanza in Italia è obsoleto, il mondo punta su HT, su dinamicità, su velocità, su tempismo, su attrazione multiforme, su identità di aree e di servizi. E’ finita la vacanza lunga, sono necessari i turismi e offerte dipendenti le domande, meglio se divise per target fruitore e paese di provenienza. Perché non pensare a uffici del Turismo italiano direttamente a casa del potenziale turista? Spenderemmo meno e avremmo prenotazioni in diretta”

Redazione Newsfood.com

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