Giapeto, le prime foto dalla luna di Saturno

Roma – C’era tanta attesa per l’arrivo delle immagini da Giapeto, una delle più strane lune di Saturno. Ora sono tra le mani degli astronomi della Nasa, dopo che la sonda Cassini
lo ha sorvolato, nelle ultime ore, a soli 1640 chilometri di quota. La luna conferma i misteri che caratterizzano questo corpo del sistema solare, soprattutto per due elementi: da un lato il
fatto che essa appare in parte bianchissima, perché coperta da ghiaccio, su un emisfero, mentre risulta nera come catrame sull’altro.

In secondo luogo essa mostra una lunga catena montuosa che la percorre proprio lungo l’equatore, alta, in alcuni punti, anche 20 chilometri, più di tre volte l’Everest, dando al
satellite una caratteristica forma a noce che non possiede nessun altro corpo solido del sistema solare. E la maggior parte degli scatti di Cassini si sono soffermati proprio su questa catena
montuosa e ora le immagini sono al vaglio dei geologi.

Altre fotografie mostrano la superficie del satellite densamente craterizzata. “Tutte le immagini sono davvero stupefacenti. Ognuna di esse possiede un suo fascino, soprattutto quelle che
mostrano le montagne all’orizzonte. Era un’opportunità che attendevamo da sette anni, ora il sogno si è avverato”, ha detto Tilmann Denk, della Free University di Berlino
(Germania) e scienziato dedito allo studio delle immagini di Cassini. Le foto più spettacolari mostrano alcune regioni bianchissime punteggiate da aree scure che sono state scattate
là dove vi è la transizione tra le aree ghiacciate della luna e quelle completamente scure.

“Giapeto è davvero importante per lo studio planetario, perché esso ci porta indietro nel tempo di alcuni miliardi di anni, dandoci modo di studiare un oggetto che ha molto da
raccontare sulla nascita del sistema solare e questo perché i ghiacci hanno preservato ciò che vi è sotto di essi per tutto questo tempo”, ha detto Torrente Johnson, membro
del team che studia Giapeto.

Stando alle ipotesi finora avanzate è probabile che i materiali scuri che caratterizzano parte della superficie della luna siano composti organici, simili alle sostanze trovate in alcune
meteoriti o sulle superfici di comete. Come si sia formato e quale sia lo spessore dello strato non è noto con certezza. Si ipotizza che tale materiale provenga da qualche fonte interna,
forse portata alla superficie da combinazioni di impatti meteoritici e vulcanismo.

Non è da escludere che durante la sua nascita Giapeto avrebbe potuto trattenere al suo interno metano o ghiaccio di ammoniaca, che più tardi eruttò sulla superficie e poi
annerì a causa della radiazione solare e raggi cosmici.

Una luna così misteriosa che non può non riportarci alla mente il romanzo di Arthur Clarke “2001: Odissea nello spazio”, sul quale l’astronauta Dave Bowman scopre un enigmatico
monolito alieno. Un enorme cerchio nero era stato dipinto sulla superficie della luna e il monolito si trovava all’interno di un cerchio bianco, più piccolo, al centro. Quando, diciotto
anni più tardi, il Voyager II incontrò Giapeto, fotografò davvero un’enorme regione circolare nera con all’interno una regione più chiara. Le coincidenze della
fantascienza…

Luigi Bignami
(13 settembre 2007)

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