Giovani e bollicine: i Millennials fanno retromarcia e preferiscono il vino ai superalcolici

Giovani e bollicine: i Millennials fanno retromarcia e preferiscono il vino ai superalcolici

GIOVANI E BOLLICINE. MILLENNIALS FANNO RETROMARCIA.
Bollicine e spumeggio il primo vino dei giovani? Lotta fra superalcolici e vino, meglio quest’ultimo… cresce il consumo premise… Rosati per i giovani?

Negli ultimi 10 anni, Ovse aveva registrato che l’ultima generazione, quella a cavallo della fine 2° millennio, non era portata al vino in generale. Anzi rispetto alle generazioni precedenti, inizio e fine Yuppies che avevano invece decretato il successo del vino, soprattutto rosso, internazionale, corposo, speziato, i Millennials erano ritornati ad essere consumatori di cocktails colorati, mix di superalcolici e bevande, decisamente orientati alle 2-3 birrette per serata.

La fine del 2017 segna una inversione di tendenza, non eccezionale, ma i 22-25enni tornano al vino. Ripartono dalle bollicine a 360 gradi: dalla bevanda gassata ligth per eccellenza ai vini effervescenti, sia frizzanti che spumanti, con in testa Prosecco, Lambrusco, Malvasia. Tipologia morbida e quindi bianco&rosato, ma asciutta, secca, beverina, fresca, salata con una tendenza per i vitigni autoctoni, tutti.

Anzi in primis quelli dai nomi quasi sconosciuti come Prié, Erbaluce, Pignoletto, Ortrugo, Passerina, Fiano, Melara, Marsanne, Lagrein, Groppello, Chiaretto, Fortana, Ciliegiolo, Uva rara, uva d’Oro, Gaglioppo, Frappato, Carignano, Semidano.

“Quindi le bollicine sono il primo passo nel mondo del vino per molti giovani consumatori. Come hanno sempre scritto diversi studi medici, il vino è ancora una bevanda che consumata con la giusta misura non ha grandi gradazioni alcoliche. Per questo sempre con molta misura, ben venga un consumo di vino rispetto ai super alcolici o a bevande mix colorate spesso senza chiari i componenti”.

Inoltre i vini effervescenti hanno sempre 2-3 gradi in meno di altri vini, sia bianchi rosati e rossi, e quindi in proporzione incidono meno. Si direbbe un primo approccio intelligente ma che necessita di cultura. Per questo le nuove giovani generazioni devono essere istruite.

In Francia e in Germania ci sono alcune scuole dell’obbligo che insegnano come bere, quando e dove. Una educazione scolastica civica e alimentare fin dall’età giovanile sarebbe importante nell’era digitale. E’ facile oggi acquistare superalcolici via internet senza alcun problema e senza filtri. Infatti nella generazione Millennials si sta scoprendo un nuovo modo di bere e di consumare vino: l’aperitivo o il calice di vino in strada.

Il cosi detto consumo off-premise, cioè fuori dal luogo di acquisto, ha trovato nelle generazione Millennials i più grandi sostenitori: libertà senza comportamento potrebbero essere le molle che spingono questo consumo con il calice in mano in piazza, sui marciapiedi, in piedi fuori dai dehors dei bar a tutte le ore.

Un fenomeno che cresce mediamente da qualche hanno del 3-4% rappresentando oggi quasi il 6% del totale consumato fuori casa off trade. Ecco perché una ripresa dei corsi didattici, ufficiali, a buon prezzo, non speculativi, ma educativi e oggettivi sarebbero molto utili.

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
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