Giuseppe Carta diventa ambasciatore del peperoncino nel mondo

Giuseppe Carta diventa ambasciatore del peperoncino nel mondo

Un artista per il piccante Made in Italy. Lo scultore Giuseppe Carta, famoso per la creazione esposta all’ingresso di FICO, è stato nominato ambasciatore del peperoncino.

L’investitura è avvenuta il settembre a Diamante (provincia di Cosenza), durante la presentazione del Peperoncino Festival 2018. La manifestazione, in programma dal 5 al 9 settembre, è uno dei momenti più importanti legato alla produzione del frutto. Appuntamento di rilevanza mondale, avrà come ospiti personalità come Li Dejian: rappresentante della Dezhuang, porterà a Diamante l’esperienza di un colosso industriale, con le sue 10.000 tonnellate di peperoncino lavorate ogni anno ed i 300mila clienti serviti ogni giorno. Numeri che spiegano sia l’importanza del Festival che il peso della nomina ad ambasciatore, fortemente voluta da Enzo Monaco, Presidente dell’Accademia italiana del peperoncino. Dalla parte di Giuseppe Carta, il suo curriculum, ricco di attività all’estero di incontri con le altre culture. E, tra i vari Paesi, la Cina ha un ruolo di primo piano, per la capacità dei suoi abitanti di apprezzare e valorizzare il lavoro dell’artista. Per Carta, tuttavia, l’arte è un qualcosa che val oltre i confini, strumento per valorizzare per tutti le eccellenze della terra. Per questo, Giuseppe Carta si definisce “Contadino visionario” perché “Nella Terra trovo continuamente spunti che infiammano e sostengono la mia fantasia creativa”.

L’ambiente, infatti, “Offre infinite opportunità emozionali ed interpretative a tutti noi, la natura offre ogni giorno uno spettacolo unico e irripetibile, sta a noi saperlo cogliere”.

Da qui, opere famose, come il peperoncino esposto all’ingresso di FICO, a Bologna.

E, a metà settembre, un altro peperoncino arriverà in Cina, per essere esposto a Chongqing. La città ed il suo agglomerato urbano è uno dei più grandi del mondo (40 milioni di abitanti) è stata prescelta come location per l’opera di Carta, tanto italiano (e tanto sarda, come la sua terra d’origine) ma anche tanto capace di superare i confini.

Matteo Clerici

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